Sofronij Kristalevskij

Si chiamava Stefan Kristalevskij ed era nato nel 1704 in Ucraina. Dopo aver studiato nell'accademia teologica di Kiev prese i voti monastici col nome di Sofronij nel monastero di Zolotonoša. Nel 1732 venne ordinato sacerdote e utilizzato come economo della diocesi. Dieci anni dopo fu chiamato a Pietroburgo come tesoriere del nuovo monastero dedicato a Sant'Aleksandr Nevskij. Di questa comunità nel 1746 divenne superiore. Nel 1753 l'imperatrice Elisabetta lo volle come vescovo di Irkutsk, in Siberia. La zona era piena di ex deportati con le loro famiglie, di mercanti e di pagani buddisti. Il nuovo vescovo si sforzò di convertire questi ultimi e, avendo pochi sacerdoti a disposizione, si servì di laici in gran numero. Questa era una cosa inusuale per quei tempi. Altrettanto lo erano i mezzi pacifici a cui il santo fece ricorso, perché l'evangelizzazione-colonizzazione interna della parte orientale dell'immenso Paese fin lì aveva proceduto anche con metodi più spicci. Il vescovo a questo scopo potenziò gli studi nel seminario di Irkutsk, nel quale si mise ad insegnare personalmente. I suoi sforzi furono effettivamente coronati da successo, perché un notevole numero di seguaci locali della religione lamaista chiese il battesimo. Il santo dovette anche proteggere il suo gregge dalla mano pesante che le autorità e i magistrati erano abituati da usare nei confronti dei siberiani, considerati, fin dai tempi di Pietro il Grande, alla stregua di selvaggi da civilizzare con la forza. Sofronij morì nel 1771. La sua tomba, copiosa di miracoli, fu subito meta di pellegrinaggio.