Soggetti privati non profit e mission filantropica

Anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ne ha tessuto gli elogi per il ruolo che hanno avuto nella riorganizzazione del sistema bancario italiano. Le Fondazioni di origine bancaria - soggetti privati non profit a missione filantropica - sono anche investitori istituzionali molto importanti. Con un patrimonio complessivo che a valori di libro è di circa 46 miliardi di euro, non fanno investimenti a breve, bensí hanno interesse a che i loro capitali rendano nel tempo, per dare quegli utili che annualmente esse devolvono a sostegno di iniziative per lo sviluppo sociale, culturale e civile delle comunità in cui operano.
In base all’ultimo bilancio di sistema, relativo all’esercizio 2005, il peso delle partecipazioni nelle banche sul totale dell’attivo (51,9 miliardi) risulta del 25,6%, pari a 13,3 miliardi. Le altre attività fruttifere investite in strumenti finanziari diversi, rappresentano il 70,3%, pari a 36,5 miliardi; mentre gli investimenti in attività immobiliari sono poco più dell’1 per cento. Attualmente su 88 Fondazioni, 17 non hanno più partecipazioni dirette nella conferitaria (erano 15 nel 2004); 56 ne detengono una quota minoritaria; le altre 15 hanno più del 50% (nel rispetto della normativa, in quanto dotate di un patrimonio netto inferiore ai 200 milioni di euro al 31-12-2002 o con sede in regioni a statuto speciale).
Il totale dei proventi ordinari nel 2005 è stato di 2.767,8 milioni, segnando un aumento del 35% rispetto al 2004. Anche i proventi straordinari crescono, toccando i 274 milioni. Sommati ai proventi ordinari, generano proventi totali per 3.041,8 milioni di euro; l’incidenza su di essi dei costi di funzionamento è del 5,7%. La redditività netta media è del 6,3%. L’avanzo di gestione pari a 2.721 milioni di euro (il 90,1% dei proventi totali) per il 31,5% è stato accantonato a riserve patrimoniali, per il resto (1.863 milioni), è stato destinato all’attività istituzionale: 1.374 milioni di euro sono stati già deliberati nel 2005, il resto è andato a stanziamenti per l’attività erogativa futura.