Soggiorni fasulli, dipendenti infedeli in Prefettura

Nel luglio dello scorso anno, da un’indagine della procura emerse un sistema di compravendita di permessi di soggiorno fasulli messo in piedi da tre dipendenti della Prefettura, assunti con contratto interinale, che hanno confessato di aver falsificato le firme del dirigente responsabile dell’ufficio. Nelle tasche degli addetti allo Sportello, secondo gli inquirenti, finivano tra i 500 e i 750 euro per ogni pratica. Ma in alcuni casi, fino a 10mila. E, nei primi mesi di indagini dei pubblici ministeri Alfredo Robledo e Ada Mazzarelli, erano emerse quasi 500 stranieri regolarizzati con falsi permessi.