SOGNANDO SCHRÖDER

Ho stima per Claudio Burlando. E lo dico senza ironia. Gli riconosco una grande capacità di parlare con mondi diversi, soprattutto di saper ascoltare. Nei confronti del Giornale, ad esempio, è sempre stato molto corretto, rispondendo puntualmente alle nostre obiezioni. Così come occorre dargli atto di non gestire l’informazione passando le notizie il giorno prima ai cronisti amici. Il che, in molte istituzioni genovesi e liguri, non è la normalità. Poi, Burlando ha una grande capacità camaleontica, di cui ha dato grande prova nella scorsa campagna elettorale: ambientalista fra gli ambientalisti e cacciatore fra i cacciatori; camallo fra i camalli e armatore fra gli armatori e così via. In molti casi è propaganda pura; a volte, invece, funziona.
Tutto qui. Poi, ci sono mille motivi perchè penso che l’amministrazione Burlando sia stata una rovina per la Liguria e credo che se fosse continuato il tandem fra Sandro Biasotti da un lato e il governo Berlusconi con un ministro ligure come Claudio Scajola dall’altro, saremmo qui a scrivere un’altra storia per la nostra regione. Una storia di sviluppo e di futuro. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di precisarlo, visto quello che scriviamo e diciamo da anni, ma lo metto nero su bianco una volta di più a scanso di equivoci, così ci risparmiamo il dibattito quotidiano sul «Giornale comunista».
Credo che si sia capito: non siamo super partes, ci terrorizzano coloro che dicono di esserlo. Siamo di parte, prendiamo posizione sempre, mettiamo i piedi nel piatto. Ma giudichiamo le persone, non il colore della loro maglietta. Le proposte, le idee e i fatti per quel che valgono, non per chi le dice. Ci rifiutiamo di pensare che il mondo sia tutto bianco, tutto nero o - perchè no? - tutto rosso.
Dato a Burlando quello che è di Burlando, diamo a Burlando anche le botte che sono di Burlando. Lui, forse, nonostante i peccati originali (la bretella Voltri-Rivarolo grida ancora vendetta), è davvero un moderato, un uomo di governo. L’ha dimostrato anche evitando inopportuni commenti sulla commissione G8. Ma siamo all’eterno inganno che avevamo denunciato in campagna elettorale. Crisi o non crisi, è una buffonata, una presa in giro degli elettori governare solo grazie ai voti della sinistra massimalista e giocare a fare i moderati.
Non è colpa di Rifondazione e compagni, è colpa dei «riformisti» e dei «moderati» dell’Unione. É il gioco delle tre tavolette. Quello che si è rifiutato di fare Schröder in Germania, preferendo rischiare di perdere che vincere paralizzato dai massimalisti di Lafontaine. Ma Schröder è Schröder. E Burlando e Prodi sono Burlando e Prodi.