SOGNARE LO SCUDETTO PENSARE ALLE COPPE

E se arrivasse lo scudetto?
Certo, al momento è una boutade, niente di più di un innocente gioco di fine estate. Milan, Juventus e Inter sembrano di un altro pianeta (e nel calcio moderno economicamente lo sono). E, soprattutto, si può ipotizzare che una delle tre possa deludere. Si può sognare che due delle tre sbaglino stagione. Ma che tre su tre manchino all’appello nella classifica finale di serie A è qualcosa che sembra andare oltre l’utopia.
Però, fatto salvo questo piccolo particolare, la rosa della Sampdoria di quest’anno sembra davvero da scudetto: Marotta e Asmini sono stati perfetti andando a cogliere sul mercato (per di più con l’ulteriore aggravante in positivo dei «parametri zero») proprio gli elementi che mancavano alla rosa. Soprattutto le seconde linee, gli uomini della panchina pronti a tamponare squalifiche e infortuni sempre in agguato dietro l’angolo come briganti da strada. Soprattutto quest’anno che i blucerchiati saranno impegnati su un triplice fronte.
Confesso che - dopo tanto parlare di politica applicata allo sport, di Tar del Lazio, di giudici civili, di giusto processo, di clausole b2) per i ripescaggi e di commi g) dei codici di giustizia sportiva, di avvocati biondicrippamasciacoppigrassanicarbonedangelo e di magistrati lariarenafranchinimartellinovigotti - sono ormai disabituato a pensare che il calcio è un gioco, che si scende in campo in undici e che vince chi segna un gol in più degli altri. E, quindi, non mi par vero che il 4-4-2 sia uno schema e non il numero di fascicolo di un’inchiesta e Abate e Panizzolo siano i nomi di due giocatori di Sampdoria e Genoa e non quelli di un cancelliere di tribunale e di un investigatore federale. O che Europa non sia sinonimo di «Corte europea di Giustizia». Ma, più prosaicamente, di coppa Uefa.
Confesso che non vedo l’ora di vedere calcio giocato e confesso che la nuova Sampdoria mi piace moltissimo: Zauli è l’uomo di qualità che mancava per affiancare Flachi; Castellazzi la sicurezza quando non c’è Antonioli; Sala la soluzione migliore fino a quando Falcone è infortunato; Dalla Bona l’alternativa tattica; Delvecchio il futuro che avanza a darci fiato; Mingozzi il mio pallino personale. Ecco, se proprio devo fare un nome, scommetto che la sorpresa di questo nuovo Doria sarà proprio Gionata Mingozzi, un Gattusino che ha anche i piedi buoni. Giovane, giovanissimo, ma capace di far sognare e segnare. E credo che l’infortunio a Bazzani (a cui auguriamo, ovviamente, ogni bene e una pronta guarigione) e l’arrivo di Bonazzoli siano la prova che, dove non ci aveva pensato fino in fondo la società, ci ha pensato il destino.
Insomma, sarebbe roba da scudetto. O, almeno, da scudettino: quel quarto posto che i blucerchiati potrebbero giocarsi con Palermo, Udinese, Fiorentina e Roma.
Oppure, c’è un’alternativa, anzi due: Coppa Uefa e Coppa Italia. Con questa rosa e soprattutto con Novellino, pensare di andare avanti non è utopia. Si ricomincia.