Sogni da baby modelle: «Papà, regalami l’operazione al seno»

«Papi ti prego, regalami il seno nuovo». Le adolescenti della Milano-bene hanno le idee chiare. A 16-17 anni sanno già perfettamente cosa vogliono cambiare del loro corpo. E non si tratta né del taglio dei capelli né del look. Loro vogliono rifarsi seno, orecchie, zigomi e naso. Magari sono già carine, ma non è abbastanza per i loro canoni. Eccole allora che nella loro stanzetta ritagliano dalle riviste le fotografie delle modelle a cui vorrebbero assomigliare. Non hanno paura del bisturi e non esitano a chiedere ai genitori l’operazione al seno come regalo dei 18 anni. Oppure la liposuzione per avere un girovita perfetto a prova di stacchetto da Veline. «Voglio la pancia come Britney Spears» chiedono, sognando di scalare le classifiche pop. E sono determinate, determinatissime: sanno come verrà effettuato l’intervento, quali sono gli eventuali rischi, quanto dura la convalescenza e via dicendo.
Molte baby-modelle vanno dal chirurgo per motivi «professionali»: già bellissime al naturale ma maniacali vogliono correggere mini difetti per i provini davanti alle telecamere. Il loro debutto deve essere al meglio davanti alle giurie che cercano la perfezione fisica formato Barbie.
«La richiesta è altissima - conferma il chirurgo Marco Viganò, che quest’anno ha visitato almeno una ventina di adolescenti -. Noi solitamente però consigliamo di aspettare fino ai 18 anni per fare l’intervento».
Le ragazzine arrivano con in mano le pagine staccate dalle riviste: «Voglio essere così». Sanno cos’è il botulino e fanno già uso di trucchi e prodotti di bellezza.
Dovere del chirurgo è cercare di mettere a fuoco i reali motivi della richiesta dell’intervento: è dovuta a semplice vanità o nasconde un problema psicologico più radicato? «In fondo - sostiene Piergiorgio Allegra - siamo psichiatri col bisturi. E dobbiamo anche andare incontro alle esigenze dei giovani e aiutarli a risolvere i loro complessi. Se per farlo occorre un’operazione, allora si interviene. E le dirò di più: tante volte i giovani sono più maturi e consapevoli degli adulti e sono in grado di assimilare molto meglio il cambiamento di look, la percezione di un nuovo sé».
Parecchie volte il complesso è immotivato, o meglio, psicologico. «Una volta - spiegano allo studio Viganò - si è presentata da noi una ragazzina con delle labbra perfettamente normali, belle. Lei però continuava a coprirsi con la mano mentre parlava perché non si piaceva e viveva il suo presunto difetto come un complesso enorme. D’accordo con la madre, abbiamo simulato un intervento ma in realtà l’abbiamo solo punzecchiata con l’ago della siringa. È bastato quello per farla sentire meglio e per farle accettare la sua bocca».