SOGNI NELLE PAGINE DI CARTA

Alessandro Massobrio

Monica Consigliere è quasi un’esordiente nell’ambito del romanzo. Ha alle proprie spalle, infatti, soltanto un’opera prima, anche se da molto tempo la scrittura è diventata per lei un modo di esprimere il profondo mondo interiore che custodisce nella sua anima. Quello che le manca, forse, è il coraggio di andare fino in fondo, di affrontare le inevitabili critiche, di proseguire per la propria strada, nonostante la malevolenza di alcuni e l’invidia di altri.
Tutto questo lo deduciamo dalla lunga lista di ringraziamenti che la Consigliere prepone a questo suo secondo romanzo. Ringraziamenti a chi ha avuto fiducia in lei, in chi non ha lesinato correzioni, in chi in fine si è assunto l'ingrato compito di correggere e limare.
In realtà, i risultati ci sembrano nient’affatto spregevoli. Immaginando Budapest è infatti un romanzo complesso ed articolato, che presuppone una notevole perizia narratologica. Occorre intanto dire che all’interno della storia si sovrappongono due piani: il primo è quello del presente, in cui l’io narrante occupa progressivamente l’intero centro del quadro. L'altro racchiude invece il passato, un passato che è già storia, dal momento che nel Secolo Breve, il Novecento, le vicende si succedono tanto rapidamente da annullare la stessa prospettiva temporale.
Ma veniamo alla vicenda che introduce e, in certo qual modo, funge da cornice della seconda. Siamo introdotti in una Londra crepuscolare, malinconica, in cui i passi si perdono su tappeti di foglie autunnali. Su queste foglie, lungo questi viali, all’interno di questa triste vita da single, si muove Laura, una ragazza genovese, che ha scelto Londra come luogo dove misurarsi con se stessa, con i propri turbamenti, con le incertezze di una natura ritrosa ma avida, al tempo stesso, di amore ed amicizia.
In realtà, di amicizie a Londra Laura ne incontra una sola, quella di Audrey, una coetanea inglese, che non riesce certamente comunque a colmare la sua solitudine. Quanto al lavoro, esso ruota intorno ad una piccola agenzia immobiliare, in cui Laura trascorre gran parte del proprio tempo.
C’è ben poco da aggiungere, anzi, ci sarebbe ben poco se la nostra protagonista non si imbattesse un giorno in una misteriosa quanto raffinata signora. Ormai avanti con gli anni, con un viso non bello ma interessante, questo singolare personaggio, che introduce nel romanzo quello che abbiamo definito il secondo piano narrativo, è una esule ungherese. Una nobildonna, nata agli inizi del secolo, che ha vissuto sulla propria pelle le vicende di una guerra mondiale, l'occupazione nazista, la progressiva presa di potere da parte delle forze comuniste e l’eroica insurrezione del ’56, durante la quale un intero popolo ha sacrificato la vita in nome della libertà ideologica e dell’indipendenza politica.
Le vicende del passato si alternano così a quelle del presente. Alla descrizione della vita incolore di Laura fa così da controcanto il racconto della signore ungherese, dei suoi giorni a Budapest, antica e nobile capitale di un regno. Naturalmente non manca una storia d’amore, tanto più struggente perché collocata sullo sfondo di un mondo in fiamme. Quel mondo asburgico che non poche analogie sembra possedere con la vecchia America di Rossella O’Hara. Entrambe reliquie di una realtà che le forze di opposti totalitarismi minacciano di seppellire per sempre.
Non a caso, ho fatto riferimento allo sfondo storico - sociale di un romanzo come Via col vento. Il romanzo della vita che trionfa, nonostante le prevaricazioni di una storia che sembra voler a quella vita troncare le ali. Dalla signora ungherese e dalla sua esistenza fatta d’amore e di morte anche Laura imparerà che ciascuno di noi è chiamato ad incrociare la lama della spada con il proprio destino. E guai a chi fosse tentato di dichiararsi vinto prima della fine del duello.
Scritto in uno stile discorsivo, talvolta un poco dimesso, il romanzo raggiunge a parere di chi scrive i suoi momenti più intensi nella descrizione di una Londra da quartieri alti, umida e sonnacchiosa. Sfondo perfetto di una malinconia che non conosce speranza.
Monica Consigliere, Immaginando Budapest, De Ferrari Editore, Genova 2005, pag.365, euro 12,00.