Il sogno di Agostino si avvererà all’alba

Dopo due commissari in pochi anni la cittadina del Tigullio torna al passato

Una valanga di voti per Vittorio Agostino sindaco di Chiavari che si attesta oltre il 52 per cento, con scarto evidente su Giancarlo Pelizza, candidato del centro destra (Fi, UDC,Lega, An, Lista Biasotti e Pensionati) che raccoglie un 15.9 per cento e Maria Stella Mignone (Ulivo Udeur, IdV, Movimento autonomo pensionati e lista civica Mignone per Chiavari) che gravita intorno al 14.7 per cento. Centro destra e centro sinistra sgomitano sul filo di lana, ma Agostino dà il tempo da subito. Uno, due, tre sezioni. L'ex sindaco viaggia sulle centinaia di preferenze. Un risultato annunciato che Chiavari di segnali in questa campagna sottotono ne aveva dati parecchi.
Nessun confronto tra i dieci candidati sindaci, nessun colpo di reni, ma un'anomalia che diventava sostanziale alla Chiavari stanca di una sinistra pasticciona che cambia in corner il suo candidato e una centro destra che contava di giocarsela con la sinistra per arrivare al ballottaggio con Agostino. Il resto, poco, se lo sono spartito gli altri sette candidati sindaci: Stefano Roggero (lista A Sinistra con 3.3 per cento, Gian Luca Podestà (lista Chiavaridea magnolia) che raggiunge il 3.4, Agostino Taccone (liste Partecip@ttiva che raccoglie i consiglieri che hanno fatto saltare la giunta Poggi portando Chiavari al commissariamento e Taccone sindaco) sul un 7.4, «bel risultato - insiste Taccone - perché il mio movimento non esisteva e in assenza di partiti alle spalle abbiamo fatto un buon lavoro». Poi Cesare Maschio (Italia di mezzo) con 0.5, Paolo Bertuccio (Partito Repubblicano Italiano e Pensionati Italiani) con 0.9 che aggiunge «non mi lamento, dopo anni che manchiamo dall'agone elettorale. Abbiamo ripreso a far politica Chiavari e vogliamo dare un messaggio chiaro. Ancora Giacomo Bertone (Federazione Pensionati e Lista Bertone) e Andrea Osimani (Lista S.O.S Turismo a raccogliere albergatori e commercianti per stimolare questa Chiavari assopita) con 2.1.
Affluenza record attestata sul 69.52 per cento, anche polemiche. L'aria pesante di un Agostino III (già sindaco dal 93 al 2002), i seggi presidiati dai rappresentanti di lista e occhi ovunque che la concorrenza è spietata. Tant'è che domenica, poco prima delle 22, arriva all'Ufficio elettorale un esposto indirizzato al Commissario Prefettizio a firma di Mignone, Pelizza, Taccone, Podestà e Roggero per chiedere il rispetto delle regole disattese nel corso della giornata. Il punto: «rappresentanti delle due liste di Agostino, con i simboli bene in evidenza, sono entrati e usciti dalle sezioni condizionando le operazioni di voto». Ma il commissario respinge, non ravvisando nessuna pressione. Clima incandescente che accompagna lo scampolo di voto di ieri e l'apertura delle urne. Prima lo spoglio delle Provinciali: 29 sezioni da scrutinare e una Chiavari di tradizione democristiana, con un voto fortemente sbilanciato sul Renata Oliveri, candidata presidente del centro destra. Intorno alle 19.30 la conta delle amministrative. Arrivano i risultati dalle prime sezioni, ma Agostino si attesta subito sul 50 per cento, seguito dal 16 per cento di Mignone, e dal 15 di Pelizza. Spoglio a rilento, nessuno si sbilancia, l'on. di Fi Gabriella Mondello, senza ancora l'ufficialità dei dati dichiarava: «Per me la vittoria di Agostino non sarebbe così una sorpresa. Si percepisce il desiderio da parte della città di tornare a chi ha dimostrato di voler realizzare opere. La gente vuole fatti, è stanca di orge di parole». Dal canto suo Paolo Perfigli, segretario della locale sezione Ds, conferma il «clima che vede in difficoltà la sinistra e il suo indebolimento». Ma Chiavari, dopo due commissari in pochi anni, ha scelto il suo riferimento. Ha scelto ancora Agostino.