Il sogno di Capello: "Una finale mondiale Italia-Inghilterra"

Prima conferenza stampa inglese del nuovo ct: "Prometto di imparare la lingua in un mese, raggiungeremo gli obiettivi che abbiamo fissato"

Londra - L’inglese è quello che è, ma promette di sistemarlo nel giro di un mese. Nel frattempo si trasferirà a Londra, incontrerà manager e giocatori, studierà le vecchie partite della nazionale, seguirà la Premier League. Una full-immersion per capire come mai l’Inghiterra non sa vincere. E trovare al più presto una cura adeguata. La «sfida più difficile» di Fabio Capello è ufficialmente cominciata con un’affollata conferenza stampa al Royal Lancaster Hotel. Trenta minuti di domande e risposte (in italiano), durante le quali Capello è apparso disteso, determinato ma soprattutto entusiasta del nuovo incarico. «È un sogno che si avvera - ha dichiarato il tecnico friulano, leggendo in apertura una nota scritta in inglese -, sono orgoglioso e onorato di essere il commissario tecnico dell’Inghilterra. C’è grande aspettativa e lavoreremo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati». Scortato dal direttore generale della Football Association Brian Barwick, che lo ha definito un «Vincente con la V maiuscola», Capello non ha voluto sbilanciarsi sulle prossime decisioni né addentrarsi in analisi tecniche.

In attesa del primo appuntamento sulla panchina dei Tre Leoni, in febbraio a Wembley contro la Sivzzera, l’ex tecnico del Real Madrid avrà pensato che è meglio prendere tempo. «Ho intenzione di riguardare tutte le partite delle qualificazioni europee. Lo stile di gioco che adotteremo dipenderà soprattutto dai giocatori. Bisogna essere flessibili e saper cambiare. Ho comunque la fortuna di poter lavorare per i prossimi mesi senza l’assillo dei risultati. Ne approfitterò per capire, sperimentare ma soprattutto costruire un gruppo unito, con il giusto spirito». Un gruppo nel quale potrà trovare spazio anche David Beckham, fermo a 99 presenze con la maglia dei Tre Leoni, che sogna di arrivare in tripla cifra. «Ho avuto un rapporto controverso con David a Madrid. Ma alla fine ha dimostrato di essere un grande giocatore e un grande uomo. È ancora presto per dire se ci sarà nella mia nazionale, sicuramente lo terrò in considerazione perché è un giocatore importante».

Capello ha firmato un contratto faraonico di quattro anni e mezzo per oltre 4,5 milioni di euro a stagione. Uno stipendio che, nonostante le ricchissime casse della Fa, ha sollevato più di una critica, soprattutto tra gli sciovinisti del pallone. «Ma i soldi sono un aspetto secondario, seppur importante. Quello che veramente conta sono i risultati», la secca risposta del tecnico italiano che dal prossimo 7 gennaio sarà al lavoro per restituire prestigio al calcio inglese. «In verità ho già cominciato nell’ultimo fine settimana, guardando le partite della Premiership in tv. Per prima cosa voglio incontrare i giocatori e i manager, parlare con loro per comprendere quali sono i reali problemi, perché questa è una grande squadra che deve puntare a grandi obiettivi».

Questione di convinzione che manca, di scarsa autostima, sospetta Capello, che ha già fatto sapere di pretendere dai suoi giocatori «comportamenti consoni al prestigio della maglia che indossano». «Mi sono accorto che non c’è grande fiducia attorno a questa nazionale, mentre io ne ho molta. Credo che si possano raggiungere grandissimi traguardi, se non lo pensassi non avrei accettato». Come non avrebbe accettato - per sua stessa ammissione - un’eventuale chiamata della Federcalcio italiana. «Chi mi conosce lo sa, non ho mai voluto, né desiderato, allenare l’Italia. Però non sarebbe affatto male incontrare gli azzurri nella finale mondiale in Sud Africa». Capello ha confermato che nello staff tecnico verrà inserito un inglese («Sono stato io a chiederlo alla Fa perché ritengo indispensabile avere qualcuno che conosca le peculiarità di questo calcio»), anche per superare le iniziali difficoltà linguistiche. «Ma prometto che in un mese parlerò in inglese. Mi applicherò per essere pronto a comunicare con i giocatori fin dal primo giorno del ritiro di febbraio». Un mese per imparare l’inglese, qualcuno in più per la sfida più difficile: insegnare agli inglesi come vincere. Good luck, mister Capello!