Il sogno della cittadinanza tra politica e quotidianità

Si può diventare e restare cittadini italiani, vivendo all’estero, magari senza aver mai visto il Bel Paese, avendo però avuto un solo nonno italiano o, in alcuni casi, un antenato anche più lontano. Al contrario, per gli immigrati è molto difficile diventare cittadini del nostro Paese. Anche se si è nati qui ma da genitori stranieri, anche se qui si abita e si lavora. In breve: due pesi e due misure per i pronipoti d’Italia e i nuovi immigrati. La cittadinanza italiana è un affare di famiglia: per ottenerla, il sangue conta più di qualsiasi altro tipo di legame. Infatti si acquisisce sostanzialmente per discendenza (ius sanguinis), come un’eredità, o per matrimonio (ius conubii). Il libro «Familismo legale. Come (non) diventare italiani» a cura di Giovanna Zincone (Editori Laterza, pp. 180, 10 euro) - saggista ed esperta in politiche migratorie - indaga come e perché questa concezione del diritto si sia strutturato nel tempo e che cosa comporti per gli stranieri che vivono e vogliono continuare a vivere in Italia. Un tema di grande attualità su cui discutere.