«Sogno un concertone senza spot»

«Cambierei Piazza Cadorna: il Filo sembra un cavo elettrico e poi è diventata uno svincolo»

Antonio Ruzzo

Dia un consiglio al signor sindaco Moratti...
«Non mi sembra davvero il caso... Ok ci provo: sia un po’più romantica dei suoi predecessori e faccia qualche conto in meno».
Che tradotto significa?
«Significa che in questi anni in città ho notato un eccessivo pragmatismo. Ne capisco i motivi ma non mi piacciono i risultati».
Facciamo un esempio nel suo campo, quello musicale, delle radio...
«Manca da anni un grande concerto gratuito che coinvolga la gente e che non sia legato ad uno sponsor che lo interrompa ogni cinque minuti come in tv...».
Dove lo organizzerebbe?
«Al parco Sempione perchè piazza Duomo è orribile...».
Solo un concerto?
«No, credo che serva una scossa anche sul fronte culturale. Milano è una città viva da questo punto di vista, basta guardare cosa succede alla Triennale, ma spesso solo per un’élite... il discorso invece va allargato e deve coinvolgere più persone».
Questione di scelte...
«Certo ma ogni tanto bisogna avere il coraggio di farle. La politica è quasi sempre compromesso ma non funziona più».
Facciamo un altro esempio?
«La gestione degli spazi notturni in città. C’è chi si vuole divertire e chi ha diritto a starsene in pace a casa sua. Perfetto. Sono anni che suggerisco di imitare tutte quelle città che hanno scelto di dedicare alla vita notturna uno o più quartieri e Corso Como e porta Ticinese mi sembrano la dimostrazione che si può fare. Ora c’è il problema dei Navigli ma credo si sia lasciata troppa indipendenza ai gestori dei locali, forse ci voleva un po’ più di coordinamento super partes».
Ha altre «prove» di coraggio da chiedere?
«Nulla di nuovo, parlo di traffico. Per uscire dall’ingorgo servono decisioni più drastiche. Nel centro di Londra Renzo Piano ha progettato un edificio da 15mila posti dove non sono previsti spazi per le auto. La gente lì viene costretta ad usare i mezzi se vuole andare in centro. Qui da noi in Fiera nel progetto delle tre torri che prenderanno il posto della vecchia area espositiva si parla di 8mila posti auto. Capisce la differenza?».
Veniamo alle cose «serie»... parliamo di maratona che, purtroppo per chi corre, al traffico e agli automobilisti è legata a filo doppio.
«In tutte le grandi città è una festa a Milano un po’ meno...».
Perchè?
«Perchè un po’ tutti, da chi organizza alle istituzioni, devono chiarirsi le idee: o ci si crede perchè è un bel biglietto da visita per la città, perchè è un evento e via dicendo... oppure è meglio lasciar perdere. È umiliante per chi corre doversi mettere a litigare ad ogni incrocio con chi resta bloccato ed è irritante per tanti automobilisti trovarsi imbottigliati senza capire davvero quale sia la logica».
E allora?
«E allora torniamo alle scelte coraggiose. Chi può decida di bloccare il traffico il giorno della gara. Anche perchè i milanesi ai blocchi ormai sono abituati e la maggior parte di loro non mi sembra neanche che la prenda così male...».
Quest’anno si corre l’8 ottobre ma il blocco non ci sarà...
«Appunto».
Mettiamoci una pietra sopra. Le piacciono l’ago e il filo di piazza Cadorna. La Moratti vorrebbe toglierli di lì.
«Sinceramente il filo non piace neanche a me. Credo volesse rendere l’idea di un tessuto ma con quei colori sembra un cavo elettrico. Ma non credo sia quello il punto. Quella piazza andrebbe proprio ripensata tutta: dalla pensilina di Gae Aulenti che è davvero brutta alla viabilità. Ormai non è più una piazza ma uno svincolo».
C’è altro?
«Sì, un enorme ragno giallo che è apparso in piazza Amendola. Sinceramente...».
Be’ ma qualcosa che le piace?
«Il cavallo di Leonardo all’Ippodromo. So che è un “tarocco” ma a me piace e poi sta bene lì. Qualche tempo fa un quotidiano aveva fatto una campagna per spostarlo. Mi sembra davvero una cosa comica... ma se un cavallo lo togliamo dall’Ippodromo mi spiegano dove vogliono metterlo?».
Ultima domanda. Le chiedono di organizzare un evento storico per la città. Sceglie un mega concerto o una grande maratona?
«Nessun dubbio. Punto sulla maratona».