Un sogno d’amore giocato sulle punte

Barbara Catellani

«Le Songe», una storia dalle tinte fantastiche, una commedia di amori onirici e beffardi tutta giocata sulle punte, un sogno che Jean Cristophe Maillot nel suo nuovo balletto immagina così, ironico, irreale ma allo stesso tempo disincantato, in un inebriante viaggio ai confini dell'inconscio.
Un debutto internazionale quello di questa sera al Carlo Felice, protagonisti Les Ballets de Monte Carlo, protagoniste naturalmente le splendide musiche di scena che Mendelssohn donò al capolavoro shakespeariano, ma protagonista pure la personalissima coreografia del maestro francese, moderna, decisamente attuale, che si nutre anche di ritmi contemporanei: ecco allora, accanto ai timbri trasparenti dell'universo mendelssohniano che disegnano gli umani contrastati amori, sprazzi di computer music per l'eros puro del mondo delle fate e lampi di musica concreta ad evocare gli strumenti e il mondo semplice e schietto dei lavoratori commedianti. Luminosi impulsi ritmici ed ordinato fluire del perfetto sinfonismo romantico in un vitale e stimolante contrasto stilistico, sonoro e visivo, che tinge vagamente di grottesco anche le magiche fantasmagorie di elfi e spiritelli, così che lui, Puck, il Folletto per eccellenza, gira comodamente per il bosco fatato su di una modernissima e magari poco ecologica ruota a motore.
Un lavoro di grande spettacolarità e di fine eleganza, capace di coniugare la tradizione del Balletto Classico ad un sensibile e vitale gusto contemporaneo, in un continuum scenico fatto di piani che convergono, si succedono, si alternano, proprio come nel sonno. «Le persone amano immaginare, evocare, vagare nei meandri del pensiero - dice Maillot motivando la scelta di eliminare l'intervallo - non interrompiamole, lasciamole sognare».