Il sogno della «freccia» di Civitavecchia

Marco Mocci, 23 anni, spera un giorno di poter approdare alla Formula Uno dopo i piazzamenti nella Formula 3000

Freddo, «cattivo» veloce e costante. È l’identikit di Marco Mocci, 23enne romano che si è guadagnato ieri nel tempio della velocità di Monza la palma del best rookie della Formula 3000 Pro Series. Il driver di Civitavecchia, dopo la regolare gavetta svolta fra le quattro ruotine del Karting e la dura scuola del Formula Renault, è sbarcato con coraggio nella Tremila centimetri cubici alla corte dei bergamaschi del Cek Team, stupendo per il suo rapido adattamento alle monoposto da 500 cavalli della serie italiana.
Mocci è risultato alla fine l’unico pilota del Circus ad essere sempre andato a punti nei 7 round dettati dal calendario, vincendo un’agguerrita concorrenza straniera. Lo score finale parla di 23 punti in classifica generale che valgono la quinta piazza assoluta alle spalle del campione milanese Max Busnelli, dell’austriaco Norbert Siedler (in odore di F.1) e del tedesco Timo Lienemann. Davvero niente male considerando la stagione d’esordio, in cui è mancato solo il podio, e il budget limitato con cui la freccia di Civitavecchia ha affrontato il campionato.
Già, il budget, tallone d’Achille che da troppi anni frena i talenti tricolori nell’ascesa verso il Paradiso dell’automobilismo sportivo, a testimonianza di una preoccupante crisi economica che sembra invincibile nel panorama delle quattro ruote da competizione italiche. Eppure altri piloti, colleghi e concittadini di Mocci, hanno goduto per anni dell’appoggio finanziario di un grosso ente, quale l’Enel di Civitavecchia, che ha sponsorizzato con cifre importanti (ma senza successo) gli altri laziali nelle categorie di contorno alla F.1. «Purtroppo la “valigetta” è fondamentale nello sviluppo di un pilota - ha detto Mocci - in quanto ti dà modo di provare nei test quelle soluzioni da adottare in gara, per essere più competitivo e senza handicap rispetto ai tuoi rivali. Con tanti sacrifici quest’anno ho avuto la possibilità di provare solo in un paio di giornate extra gara, ma con freddezza e tenacia sono sempre riuscito a chiudere nei primi sei sotto la bandiera a scacchi vincendo alla fine della fiera la palma del miglior esordiente». Un titolino che inorgoglisce Mocci, maturato precisamente con tre sesti posti (Vallelunga, Spa-Franchorchamps, Misano e Monza), due quarti (Imola e Mugello) e un quinto (Adria).
Chiusa la stagione 2005 partono subito le trattative per quella 2006, ma con inquietanti interrogativi sul futuro. «Il prossimo anno spero di ripetere questa categoria - ha concluso il pilota romano - per far fruttare l’esperienza maturata in questa stagione. L’obiettivo è quello di laurearmi campione e mettermi in mostra, magari nella speranza di approdare in Formula uno».