Il sogno di Marson finisce in tribunale

SavonaDa bambino sognava di fare l'astronauta, ma per altri cinque anni Federico Berruti, 44 anni, dovrà accontentarsi di fare nuovamente il sindaco di Savona senza nemmeno andare al ballottaggio. In questa tornata elettorale, non certamente facile, ha battuto gli altri sei candidati in corsa per Palazzo Sisto e soprattutto il suo principale sfidante, Paolo Marson. Berruti, quando le sezioni scrutinate erano 12 su 61, per la solita, incredibile, assurda incapacità di scrutinare qualche migliaio di schede, era in testa con oltre il 60% dei voti, mentre il candidato di centrodestra si è fermato a meno del 40%. Buona è stata l'alleanza con l'Udc che a Savona è rappresentata da Roberto Pizzorno che ora rivendica naturalmente un posto di prestigio all'interno della giunta. Ma per Berruti ora è il momento di festeggiare: «Cinque anni fa concludemmo la campagna elettorale con grande fatica. Il clima era lo stesso di questi giorni: tutti distrutti dalla fatica tranne me. Significa che non avete il fisico. Comunque è giusto che siate stanchi perché la campagna elettorale è stata lunga, dura e impegnativa. Da questa campagna sono emersi elementi di preoccupazione. Dai dibattiti ho potuto constatare che gli unici interessati ai problemi dei cittadini siamo noi mentre il centrodestra ha basato la campagna elettorale sul qualunquismo, puntando a suscitare la rabbia dei cittadini o raccontando barzellette come quella che i problemi della città si risolveranno con i fondi dell'Expo di Milano».
In queste elezioni test per Savona un grande exploit lo hanno fatto sicuramente i grillini che hanno rosicchiato voti importanti al Pdl. Ma ad essere contento di queste elezioni è soprattutto il vice segretario regionale del Pd Giovanni Lunardon che è anche consigliere provinciale a Savona. «Dopo i fatti di cronaca giudiziaria della settimana scorsa temevamo un forte astensionismo. Invece l'affluenza di Savona del 68,66 %, una città storicamente “rossa”, è stata molto alta e questo credo che sia davvero un dato importante. Altro dato da evidenziare che rispetto al passato c'è stata un'inversione di tendenza. L'affluenza alle urne di Savona in questa tornata elettorale è sopra di 6 punti percentuali rispetto alle regionali del 2010».
E per lo sconfitto Marson si profila anche una grana penale. Il sostituto procuratore della Repubblica di Savona ha aperto un fascicolo nei suoi confronti per aver violato l'articolo 92 Dpr 570. Rischia fino a tre mesi d'arresto. La legge d'altronde parla chiaro: «Chiunque senza averne diritto, durante le operazioni elettorali si introduce nella sala delle elezioni o in quella dell’Ufficio centrale viola l'art. 92 Dpr 570). Marson domenica era entrato in alcuni seggi elettorali e alla fine era stato fermato dai vigili in quello di via Turati a Savona. La sua intenzione era quella di salutare elettori e scrutatori durante le operazioni di voto. Il presidente del seggio, come prevede la legge, ha messo a verbale l'accaduto perché aveva violato il regolamento. Indagini anche sui problemi di trasmissione, per la Rai a Savona, che hanno fatto saltare i collegamenti che la televisione di Stato aveva previsto in occasione delle elezioni amministrative. Il problema è stato segnalato alla polizia postale, che ha effettuato un sopralluogo. Al momento, non è chiaro se si sia trattato di un sabotaggio o di un problema tecnico.