Il sogno mondiale di Andrew Howe: «A Osaka punto a una medaglia»

Andrew Howe rappresenta la «faccia pulita» dello sport italiano: vince in maniera pulita, si concede ai cronisti e ai fan e, quel che più conta, è sempre sorridente, quando si allena o alla vigilia d’una gara ufficiale. Solo una volta l’abbiamo visto rabbuiato, allo scorso Golden Gala. «Non mi ci faccia ripensare - ricorda Andrew - quando ho visto il giavellotto che s’infilava nel fianco del francese Sdiri mi si è gelato il sangue addosso». L’«americanino di Rieti», che gareggia per il gruppo sportivo dell’aeronautica militare, da noi intervistato poco prima della partenza per Osaka, sa bene che gli italiani si aspettano da lui un altro successo. «Non corriamo troppo - sussurra quasi con vergogna l’atleta nato a Los Angeles - in Giappone ci saranno i migliori saltatori in lungo del mondo. Diciamo che vado lì per fare bella figura, certo mi piacerebbe vincere. Ma quella è una cosa che piace a tutti!».
Punta a un particolare gradino del podio?
«Punto a una medaglia, inutile nasconderlo, nonostante la concorrenza sia molto agguerrita».
Ci sta chiedendo di non aspettarci una prova superlativa?
«Quanta pressione mi vuole mettere? (Sorride). Mi sono allenato, sto bene fisicamente, ma bisogna vedere cosa faranno gli altri. Non è che gli altri nel frattempo siano rimasti al palo. Per un mondiale tutti si preparano al meglio, nessuno va lì per uscire nelle qualificazioni».
Ma lei ha viziato i tifosi: bronzo al mondiale indoor di Mosca, oro a Goteborg… Non mi dica che non ha fatto un pensierino all’oro di Osaka.
«Quello lo sogno tutte le notti, ma la realtà non è fatta di sogni. Non sarà facile perché un mondiale è una gara particolare anche se credo di poter dire la mia per la lotta al podio».
Lei comunque si sente in forma?
«Ho lavorato con tranquillità e sento che la mia condizione sta crescendo, giorno dopo giorno, così come avevamo programmato».
La finale del salto in lungo sarà martedì, nello stesso giorno in cui la sua squadra del cuore, la Lazio, si gioca le ultime carte per entrare in Champions League...
«È una bella coincidenza. Spero porti fortuna sia alla Lazio che a me. Comunque... ».
Comunque?
«Il giorno prima ci sono le qualificazioni. Facciamo un passo alla volta, alla fine poi vedremo... ».