Il «sogno» di Morabito per la Valbisagno

Il «sogno» di Domenico Morabito, capogruppo di An candidato dal centro destra a presiedere il futuro Municipio IV della media circoscrizione della Valbisagno, secondo lui è pressoché improbabile ma non impossibile. «Questa circoscrizione - esordisce - da decenni è un feudo della sinistra ma gli ultimi casi che hanno fatto imbestialire gli elettori della vallata potrebbero portare ad una clamorosa svolta».
Il focoso capogruppo di Alleanza Nazionale ha preparato il progetto elettorale della coalizione di centro destra sulla base dei problemi che gli stessi abitanti della Valbisagno hanno subito, a causa della conduzione scellerata della «sinistra maggioranza», negli ultimi anni. Le parole dello stesso, in occasione della visita di Enrico Musso nel quartiere di Molassana non lasciano dubbi: «La vittoria di Sandro Biasotti alle elezioni regionali di qualche anno fa dimostra che in Liguria nulla è impossibile. Neppure a Genova».
Non a caso «Cambiamo la Valbisagno» è il titolo di questo programma e gli argomenti di cui è composto la dicono lunga. Morabito, nel constatare che le responsabilità tra la giunta comunale e i Municipi avranno un ruolo più marcato sulla predisposizione territoriale, sui servizi alla persona e sulle tematiche della qualità della vita dei cittadini, focalizza gli argomenti del progetto su 12 punti, secondo lui «ambiziosi ma voluti assolutamente dagli stessi cittadini»: sanità e servizi alla persona; sicurezza e ordine pubblico; sicurezza idrogeologica; riqualificazione urbana; viabilità e trasporti; attività produttive; mercati e Civ; diritti degli animali; tempo libero; impianti sportivi e piste ciclabili.
«Sono tanti gli argomenti - precisa Morabito - per i quali i cittadini della Valbisagno, stanchi della vecchia e fallimentare conduzione politica dell'uscente consiglio di circoscrizione, vorrebbero affrontare eleggendo una nuova e rivoluzionaria giunta di centro destra». Secondo Morabito, tre fra tutti questi argomenti sono in cima alla lista perché inderogabili: in primis l'ordine pubblico, vedi gli zingari e l'ondata di romeni abusivi che negli ultimi tempi hanno portato scompiglio e disordini nella zona; secondo, i servizi alla persona che vedono purtroppo penalizzati sia gli anziani sia i giovani, vedi la scarsa collaborazione tra i servizi sociali e i problemi che le decine di famiglie vivono per ottenere una casa comunale, a scapito di chi la occupa abusivamente; per ultimo, la tutela del patrimonio della Valbisagno, rappresentati dai numerosi impianti sportivi della vallata che non funzionano, i milioni di euro spesi per ristrutturare il più antico acquedotto del mondo ma che ancora oggi è, in quasi tutta la sua lunghezza, in completo degrado e i numerosi monumenti che insieme alle antiche abbazie collocano la Valbisagno come un «raro sito archeologico».
Il candidato presidente del centrodestra vuole darsi una spiegazione a questo presunto strapotere della sinistra in vallata. «Nella partita del 27 e 28 maggio - conclude Morabito - le assegnazioni “clientelari”, per esempio dei centri sportivi della Valbisagno e le continue “marchette politiche” della sinistra probabilmente hanno già deciso l'esito finale della disputa. Ma io credo che se il sogno lo fa solo una persona esso rimane tale, se invece a farlo sono tante persone, allora potrebbe tramutarsi in realtà ed il mio, insieme alle centinaia di cittadini che in questi ultimi mesi ci hanno dimostrato sincera solidarietà è il seguente: sogno una Valbisagno più vivibile per i più deboli e per gli anziani; sogno una Valbisagno più sicura dove l'illegalità, l'immigrazione e il nomadismo siano collocati al di fuori della cinta urbana ma soprattutto sogno una Valbisagno all'altezza della sua storia». Sognare non costa niente. E l’invito di Morabito è quello di sognare in tanti.