Il sogno nel cassetto del baseball giallorosso

Il presidente Orazi: «La mancanza di sponsor rende vano ogni sforzo e ogni nostro entusiasmo»

Sono piccoli. Ma ci sono pure loro: i cosiddetti sport minori. Non si vedono. Eppure ci sono. Pochi forse sanno che a Roma esiste una squadra di baseball che lo scorso anno ha disputato il campionato nazionale di serie A2. L’Associazione Sportiva Dilettantistica Roma Baseball nasce nel 2004 sulle «ceneri» del Capanelle, squadra dal 1987 in serie B che nella stagione precedente aveva ottenuto la promozione. «Una società nata per disputare la serie A2» dice Paola Orazi, presidente dell’ASD Roma Baseball. Obiettivo: portare il baseball capitolino nel «giro» nazionale. «Un giro - prosegue la Orazi - che, se si eccettua l’importante realtà di Grosseto e poche altre, è troppo incentrato lungo l’asse emiliano». Una società nata per la promozione ma che quest’anno non si sa neanche se riuscirà a disputare il campionato. Motivo lo stesso di tutti gli altri sport minori: l’assenza di sponsor. Eppure sforzi notevoli in questi quattro anni sono stati fatti: l’anno scorso la collaborazione con i Lyons Nettuno, una squadra di serie B che ha contribuito a ringiovanire il vivaio, un sito internet www.romabaseball.it tra i più visitati, importanti acquisti di giocatori di esperienza come quel Franco Casolari da Anzio, diventato pure manager della squadra. «Ma - ripete la Orazi - senza sponsor non si va da nessuna parte: non si può pensare di basarsi solo e unicamente sul volontariato. Certo, la carica di chi è appassionato conta molto. Per quanto ci riguarda, per esempio, lodevole è stato il lavoro svolto dal nostro addetto stampa, Andrea Tolla (già collaboratore del Romanista, ndr), oppure l’entusiasmo messo dal vicepresidente Alfonso Gualtieri». Sogni nel cassetto? Paola Orazi ne ha uno: «Riuscire a vedere a Roma una realtà come quella milanese degli anni ’90, quando Berlusconi fece grande il marchio Mediolanum con una polisportiva degna del nome: baseball, rugby, pallavolo, hockey su ghiaccio».