Il sogno di Del Piero: «Se Lippi mi manda in campo prima...»

Franco Ordine

nostro inviato a Duisburg

«Achille» Del Piero detto Alex è tornato sulla partita del misfatto, invece che sul luogo del delitto. A poche ore dalla finalissima mondiale è una passeggiata persino piacevole. È tornato a rivedere non le stelle ma gli incubi dell’ultimo Francia-Italia, finale europea di Rotterdam, estate del 2000, in uno stadio sgangherato e dannato, senza tradire il minimo imbarazzo. Allora fallì, per due volte, il colpo decisivo da infliggere ai demoni francesi e se ne assunse tutte le responsabilità, alla fine. Come un vero guerriero d’onore. Allora fece da scudo a molti altri, Totti compreso, oggi no, non più almeno. «Non sono pentito di quelle dichiarazioni, anche se lo stesso Zoff ha ammesso che furono altri gli errori: quando gioco, gioco col cuore, la testa e le gambe. Chi mi giudica in questo mondiale, riesce a distorcere la realtà, hanno calcato la mano dopo la prova con l’Australia. (...)