Il sogno di Preziosi: trasformare il Genoa in un «gormita»

C'è un sogno che Enrico Preziosi forse non rivelerà mai per non confondere affari, la sua azienda, e passione, la sua squadra: trasformare il Genoa in un gormita, un grande gormita invincibile, stra-richiesto e super venduto. I piccoli mostri che da qualche anno sono i prodotti di punta della Giochi Preziosi hanno infatti consentito all'azienda fondata dal presidente rossoblù nel lontano 1978 di far crescere ulteriormente i ricavi. Lo dice il bilancio annuale al 30 giugno 2007 che si è chiuso con un ricavo di 723,4 milioni di euro con un + 4,2%, risultati in significativa crescita, oltre i target previsti dal Piano Industriale di Gruppo. E se a questo si aggiunge che in questi giorni di shopping natalizio i prodotti marchiati 'Giochi Preziosi' sono diventati quasi introvabili non è difficile pensare che al 31 dicembre si possano aggiungere altri significativi e importanti «più» alla voce ricavi.
Nonostante tutto ciò però il patron rossoblù ieri è piombato a Pegli scuro in volto. Le intercettazioni telefoniche di Calciopoli Bis che tirano in ballo Moggi e Capozucca non gli sono affatto piaciute. Dopo aver incontrato la squadra Preziosi si è così intrattenuto con la dirigenza del grifo prima di andare sul campo a seguire l'allenamento. Top secret il contenuto del confronto non quello delle conversazioni trapelate dall'inchiesta della procura di Napoli. Diciamo subito che per il Genoa non c'è alcun rischio, ma dai dialoghi intercettati emerge un certo malumore in società soprattutto quando Moggi e Capozucca, entrambi inibiti dalla giustizia sportiva, parlano dell'ingresso nella società rossoblù di Gian Battista Pastorello. È il 25 gennaio. Moggi chiede a Capozucca con che carica Pastorello entrerà nel Genoa e il dirigente rossoblù , risponde testualmente: «E non lo so, penso vicepresidente… È tutto un manicomio». Poi i due parlano di Di Vaio e Leon e pongono l'accento sul loro procuratore: «E chi vuoi che sia» dice Capozucca a Moggi che risponde «il figlio» riferendosi a Federico Pastorello figlio di Gian Battista vicepresidente del Genoa. Nulla di compromettente, ma uno spaccato del calcio in cui ancora Moggi vuole esercitare la propria influenza.
Intanto la squadra a proseguito la preparazione a Pegli. Juric non si è allenato a causa del riacutizzarsi del dolore alla caviglia, mentre Danilo continua la sua fase di riabilitazione e sarà disponibile dopo la sosta. Con la squalifica di Bovo prende sempre più corpo l'ipotesi di una difesa a tre composta da Bega, De Rosa e Santos. Intanto la punta argentina Lucho Figueroa si mostra felice per la conferma in rossoblù arrivata direttamente da Preziosi dopo le voci di una sua possibile partenza. «Ringrazio il presidente per aver espresso nei miei confronti un attestato di stima - ha dichiarato il delantero - Ma tutto l'ambiente, soprattutto i tifosi, mi sono sempre stati vicini e mi hanno dimostrato tanto affetto». Intanto una notizia positiva arriva dal «contatto» tra il vicepresidente G.B.Pastorello e il plenipotenziario del Milan, Adriano Galliani: «Mi è parso di capire che Marco Borriello non rientri nei loro piani tecnici - sottolinea Pastorello -. Contiamo di riuscire a esaudire la volontà nostra e del giocatore». Più probabilmente a giugno che a gennaio.