Il sogno di Spalletti: «Per la Roma il modello Barça»

«In futuro adotteremo il modulo 4-1-2-3 come i blaugrana Per la Champions siamo ancora in corsa Su Totti vedremo...»

Fabrizio Aspri

In equilibrio tra sogni e realtà. In bilico tra la Roma a caccia di un pass per la Champions e quella che, per il momento, trova spazio solo nei pensieri di Spalletti. «Chi vorrei nel mio club? Mi piacerebbe Ronaldinho... ». Il tecnico toscano se la ride e cerca di esorcizzare una vigilia di attese e speranze, parlando della Roma che verrà: una squadra in cui Totti, in attesa di brindare con l’Inter al suo ritorno in campo, sarà sempre il leader e il punto di riferimento.
«Il capitano ha le idee giuste - esordisce il tecnico - ma valuteremo in base ai miglioramenti che mostrerà giorno per giorno. Bisogna pensare che è appena uscito da grave infortunio. Mi farebbe piacere portarlo con noi, tornerebbe a far parte del gruppo. La sua presenza è molto importante... ». Una piccola frenata, dunque. Prima di accendere il semaforo verde, dispensare promesse e alimentare speranze, il cauto Spalletti vuole vederci chiaro. La stessa chiarezza che, qualche ora prima, Totti aveva mostrato nel consigliare acquisti alla società di Trigoria. Un compito, quello del «suggeritore», che il tecnico di Certaldo cerca di ridimensionare: «Avere altri ruoli può essere una cosa buona ma è chiaro che occorre stare attenti... ». Un avviso ai naviganti. Mi ha fatto piacere - prosegue Spalletti - che il direttore sportivo Pradè abbia annunciato che si farà una grande squadra. Lui e Rosella Sensi hanno rassicurato i sostenitori e questo mi conforta. La Roma va completata per continuare a lottare per gli stessi obiettivi di quest’anno. Per competere con Milan, Juve e Inter, invece, dobbiamo ancora migliorarci».
Alla vigilia del duello col Chievo, presente e futuro si specchiano nelle parole di Spalletti. La sua squadra, costretta alla vittoria per restare in corsa verso l’Europa che conta, pensa al domani mantenendo i piedi per terra. «Il modulo che adotteremo in futuro è il 4-1-2-3. Nessuno stravolgimento. Un po’ come il modello del Barcellona, se vogliamo. Totti giocherebbe da prima o da seconda punta». A proposito di Spagna, e Cassano? «Sta facendo meno di quanto potrebbe - se la cava Spalletti - e mi dispiace perché ha talento. Se Lippi lo convocherà? Non sono il ct della nazionale, dunque... ».
Si torna a sbirciare il calendario e i fari, d’incanto, si accendono sul Renzo Barbera di Palermo dove è di scena la Fiorentina. I giallorossi sono a tre lunghezze dai viola. Spalletti non può far altro che sperare di incassare i 9 punti in palio. «Abbiamo ancora delle possibilità - garantisce Spalletti -: nel calcio non c’è nulla di scontato. Entrambi punteremo alla vittoria: loro per l’Uefa, noi per conquistare la Champions».
Capitolo formazione. Squalificato Mexes, in difesa resta vivo il ballottaggio tra Kuffour e Bovo. Aquilani, fermo per un problema al ginocchio, lascia il posto a Dacourt: francese corteggiato dall’Inter e in scadenza di contratto. «Non ho mai detto che non sarà confermato», taglia corto l’allenatore. Una speranza in più. Tanto per gradire...