Sogno di Totti: Manchester-Roma 0-7

Champions, giallorossi all’Old Trafford dopo l’umiliazione della passata stagione e la batosta di sabato con l’Inter

Milano - Non si va fino a Manchester per una insignificante rivincita, non si va fin lì ripensando a una notte disastrosa che ormai è stata scritta e resta. Anche se Totti dice: «Contro i Red Devils mi piacerebbe un 7-0 a nostro favore». Non ci credono neppure i bookmaker che bancano a 500 un altro 7-1 inglese che avrebbe dell’incredibile e al massimo mettono in quota un 2-1 per la Roma a 30. A Manchester non piove e sono molto ottimisti, arriva quella squadra divertente che ha regalato il miglior punteggio possibile e immaginabile, celebrato con locandine e poster ricordo.

La Roma ci è sbarcata ieri mattina senza Christian Panucci. Ufficialmente il mal di schiena che affligge il difensore è cosa vera, Panucci lo avrebbe comunicato sabato sera allo staff tecnico al termine della gara con l’Inter. Spalletti, subito informato, ha preso atto della situazione e senza parlare con il giocatore ha deciso immediatamente di non convocarlo per la delicata trasferta di Champions league. I rapporti tra i due sarebbero ai minimi storici, Panucci ha il suo carattere, Spalletti pure e non ha gradito la recente convocazione in nazionale del giocatore che proprio nel doppio confronto azzurro con Francia e Ucraina avrebbe avvertito il riacutizzarsi di un vecchio dolore alla schiena che lo affligge da quasi un anno. Spalletti ha pensato di liberarsi di un’ansia e lo ha lasciato a casa, visto che si ritrova già ben coperto sull’argomento.

La Roma non finisce qui, ma peggio questa trasferta non poteva nascere. La rasoiata interista dell’Olimpico non è arrivata per accrescere l’autostima di gruppo, Spalletti ha parlato a lungo di condizione mentale lasciando intendere che il morale è scosso: «Si poteva arrivare qui con una situazione migliore alle spalle - ha detto nella conferenza di ieri -. Cerchiamo di dimenticare l’Inter e diamoci delle attenuanti».

Gli mancheranno Taddei per una lesione muscolare, all’ultimo momento Ferrari e Cassetti fermo per un problema agli adduttori. Giocherà Cicinho e qui Francesco Totti forse è stato un po’ intempestivo quando, intervistato da Don Balon, si è lasciato andare a considerazioni poco lusinghiere sui nuovi acquisti: «Abbiamo perso Chivu che per me è il miglior centrale al mondo - ha detto il capitano -, anche se Juan, Giuly e Cicinho non sono male». I tre saranno in campo dal primo minuto, con Perrotta e Aquilani formano il gruppo assente nel precedente del 10 aprile, gente senza scorie, materiale santo per Spalletti.

Aquilani ha tentato di spiegare che le cose non sono poi così tragiche: «È una partita affascinante, non servono ulteriori stimoli, siamo già caricatissimi». E ha aggiunto che non vuol sentire parlare di rivincite o vendette: «Dovessimo rigiocarla altre cento volte non finirebbe così». Il suo utilizzo resta in forse: «No, sto meglio, la caviglia è quasi completamente sgonfia». Lui adesso è uno di quelli che sa fare la differenza ma le sue condizioni tengono in allarme Spalletti che ha recuperato Perrotta: «Speriamo di rifarci, vogliamo vincere, ci teniamo un sacco».

A questa Roma che cerca ostinatamente in novanta minuti di rifarsi una verginità, arriva il conforto degli avversari Hargreaves e Rooney, due che hanno tutto l’interesse per godersela e sdrammatizzare. «Tranquilli romanisti, non ci sarà un altro 7-1 - ha dichiarato il centrocampista al rientro -. Sono punteggi che in Champions capitano una volta ogni quattro anni». E il centravanti ha addirittura ribaltato lo scenario: «Mi piacerebbe essere uno di loro - ha detto Rooney -, se fossi un romanista vedrei in questa partita l’occasione di rimettere le cose al loro posto». Arbitra lo spagnolo Mejuto Gonzales, quello che non vide lo sputo di Totti a Poulsen in Italia-Danimarca. Il portavoce dell’Uefa William Gaillard non ha nascosto l’uso di misure drastiche per mantenere l’evento su binari di assoluta sicurezza e gli appelli ai tifosi romanisti sono rimbalzati per tutto il giorno a Manchester.