Il «sogno» di Della Valle fa volare i titoli di Rcs

Oggi Rcs, società editrice del Corriere della Sera, convoca il suo comitato esecutivo. Il primo dopo l’estate. E dopo le recenti mosse di Diego Della Valle, uscito dal patto di sindacato di Mediobanca (primo dei grandi soci Rcs con il 14,2%), per avere mani libere proprio su Via Rizzoli. Dove siede nel patto parasociale con il 5%, quota che però, per le regole del patto e per le prese di posizione di alcuni soci, non può né crescere né diminuire.
Non a caso, in vista della riunione di oggi, il titolo si è infiammato, con un balzo del 16,9% a 0,9 euro dopo il rally del 10% segnato già alla vigilia. L’idea è che si possano aprire nuovi scenari sul gruppo. Anche se lo scarso flottante amplifica di certo ogni movimento delle azioni. Nell’esecutivo, oltre al presidente Piergaetano Marchetti e all’ad Antonello Perricone, siede lo stesso Della Valle, con Giuseppe Rotelli, John Elkann, Renato Pagliaro, Carlo Pesenti ed Enrico Salza. Quindi la suspance c’è davvero, visto che Mister Tod’s avrà di fronte due dei suoi grandi oppositori, Marchetti e Pesenti.
Mr Tod’s non ha approfittato della possibilità di arrotondare la propria quota legata all’offerta in opzione dei titoli provenienti dai recessi (legati al cambio di ragione sociale varato dall’assemblea del 20 giugno). L’offerta riguardava solo l’1,3% del capitale votante, ed era a valori superiori a quelli di mercato (1,163 euro). L’unico azionista ad aver acquistato è stato Rotelli, titolare dell’11% di Rcs, ma fuori dal patto, che ha comunicato l’acquisto dello 0,14%, per 1,2 milioni di euro. Ed è esattamente la quota dei recessi sottoscritti in opzione dagli azionisti, mentre il successivo collocamento dell’inoptato si è concluso il 4 ottobre senza adesioni (il pacchetto restante è quindi stato comprato dalla società).