Solare e legna Il governo stanzia cinque milioni

Case ecologiche «salva-energia», impianti di riscaldamento a legna e pannelli solari che verranno «schierati» perfino in autostrada. Il Ticino punta sulle energie alternative per far fronte al caro-petrolio: il governo di Bellinzona ha, difatti, messo a punto un piano per i prossimi tre anni per incentivare l’architettura «bio», il solare, il biogas e l’energia del legno, risorsa, quest’ultima, facilmente reperibile nel Cantone, la cui superficie è ricoperta di boschi per il 50 per cento. Un progetto che costerà 4,8 milioni di franchi, somma che verrà utilizzata per finanziare le costruzioni e gli impianti eco-compatibili. Una politica, già avviata negli anni scorsi, cui viene dato ora nuovo impulso.
Negli ultimi tre anni in Ticino sono state costruite una quarantina di case a basso impatto ambientale (quattromila in tutta la Svizzera), che hanno ottenuto il marchio di qualità Minergie: sono realizzate in modo da evitare ogni dispersione di calore. La temperatura interna di 21 gradi viene raggiunta con un ingegnoso sistema di recupero del calore da diverse fonti, anche le più impensate: lampade, cibi caldi, e perfino il calore corporeo vengono sfruttati per riscaldare la casa, il cui consumo energetico è pari alla metà di quello delle case tradizionali.
Come è possibile? L’isolamento termico è molto spinto, a prova di spiffero, ed è supportato da innovative tecniche di ventilazione. Chi opterà per una casa di questo tipo, fino al 2009 potrà ottenere i finanziamenti del Cantone, che ha stanziato la somma di 1,2 milioni di franchi. La stessa cifra sarà destinata per sovvenzionare gli impianti di riscaldamento a legna con una potenza superiore ai 70 kilowattora da installare in palazzine con almeno una quindicina di appartamenti, che consentono di risparmiare la metà rispetto agli impianti a nafta.
Non solo. L’anno prossimo verrà aperto il cantiere per posare i ripari fonici sul ponte-diga di Melide. Un progetto da 64 milioni di franchi, che verrà realizzato nel giro di due anni. Nelle barriere contro il rumore verranno «incastonati» pannelli solari, disposti su una lunghezza di mezzo chilometro, per una superficie totale di 1.200 metri quadrati. Cattureranno i raggi solari e convoglieranno l’energia prodotta in rete per un totale di 126 kilowattora, pari al fabbisogno energetico di una cinquantina di famiglie. \