Soldati in città: primi arresti tra gli applausi

Tremila uomini schierati: nella Capitale fermato un borseggiatore romeno. La Russa: "E' un forte deterrente. contrari alla presenza dell'esercito sono solo delinquenti e sessantottini"

Milano - Applausi ai soldati in città. Ovazioni ai 3mila che, da ieri, affiancano le forze dell’ordine e che non solo proteggono sedi diplomatiche ma soprattutto danno una mano nei luoghi più «caldi». Divise che rassicurano e non spaventano, in piazza Duomo a Milano come lungo via Toledo a Napoli passando per San Giovanni Laterano a Roma o i vicoli della vecchia Bari.

«È la fotografia dell’impegno preso dal governo Berlusconi per garantire la sicurezza ai cittadini» spiega Ignazio La Russa. Un passo, continua il ministro della Difesa, «nella direzione giusta e senza avere la pretesa che questo provvedimento sia risolutivo dell’attesa di maggiore sicurezza». E, attenzione, senza nessun rischio di militarizzare l’Italia: «Sono uomini in divisa e non hanno alcuna intenzione di incutere paura ai cittadini, malviventi esclusi». Sì, «quelli contrari alla presenza dei soldati sono i delinquenti, gli stupratori, chi fa furti e rapine, e anche i post-sessantottini ovvero i figli di quelli che gridavano “Basco nero il tuo posto è al cimitero” o, addirittura, consideravano polizia e carabinieri golpisti» aggiunge La Russa, mentre dalla Capitale arriva la notizia di uno scippatore romeno fermato da un granatiere e da Torino un altro arresto compiuto dai militari oltre a trenta tossicodipendenti identificati nel parco Stura noto alle cronache come «tossic park».

Primi risultati che «provano», commenta il ministro La Russa, la bontà dell’operazione. «Iniziativa di facciata? Se ci sono altre proposte non di facciata, la sinistra, ce le dica. Sostenere che questa è un’operazione di propaganda è dire una cosa poco seria. E ben lo sa chi abita nelle zone a rischio, a chi vive vicino alla milanese stazione Centrale dove sono stati compiuti nove-stupri-nove in un poco meno di un mese».

Naturalmente, sono appena 3mila gli uomini in divisa - poco più dell’un per cento delle forze dell’ordine visto che i soli poliziotti sono circa 116mila, i carabinieri circa 101mila e i finanzieri 68mila - ma tutti schierati sul terreno in pattuglie formate da due soldati (armati di armi corte) e da uno o due appartenenti alle forze dell’ordine con poteri di polizia giudiziaria. «Dovevamo metterne di più» osserva in proposito il sottosegretario Roberto Castelli (Lega). «L’esercito è già stato usato proficuamente in Sicilia anni fa. La gente percepisce positivamente quest’iniziativa, tranne chi ha le solite preclusioni ideologiche», mentre il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl) ricorda che «l’obiettivo è dare un segnale forte e ottimizzare le risorse e, quindi, se ciò vorrà dire implementare la presenza dei militari, lo vedremo in seguito».

Virgolettati accompagnati dalle immagini di benvenuto ai militari non solo degli italiani ma anche degli immigrati. Tutti felici e contenti della presenza delle divise, «già deterrente alla delinquenza anche in termini di percezione» chiosa La Russa. Annotazioni su una presenza tangibile, del «bisogno di divise» fa sapere il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che ancora una volta rileva «lo scarso senso di responsabilità dell’opposizione». Già, a margine restano solo gli slogan della sinistra.