Soldato morto ad Herat, la curva di Livorno fischia durante minuto di silenzio

I
tifosi del Livorno hanno fischiato durante il
minuto di raccoglimento in memoria del tenente Alessandro
Romani, l’incursore del "Col Moschin" ucciso ieri in
Afghanistan. Il sindaco accusa: "Nessun rispetto per la vita umana"

Livorno - I fischi di alcune decine di tifosi del Livorno hanno accompagnato per qualche istante il minuto di raccoglimento in memoria del tenente Alessandro Romani, l’incursore del "Col Moschin" ucciso ieri in Afghanistan, all’inizio della gara di serie B tra la squadra amaranto e il Portogruaro.

I fischi contro il tenente morto Quando si sono levati i fischi dal settore della curva nord (che solitamente ospita la tifoseria più accesa) il resto dello stadio ha reagito, cercando di coprire il rumore facendo scattare un lungo applauso. A Livorno ha sede il nono reggimento Col Moschin, nella caserma "Vannucci" che ospita anche il comando della Brigata Folgore. Immediata la reazione del sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, che ieri sera aveva telefonato al comandante del Col Moschin Giuseppe Faraglia per esprimergli la vicinanza della città: "Sono persone che non hanno il senso del rispetto della vita umana - dice - perché si può anche non condividere la scelta politica delle missioni di pace ma non si può non rispettare una vita umana. Di un cittadino livornese, oltretutto, che è morto nella convinzione di assolvere il proprio dovere. Io provengo da un’associazione di pace e so perfettamente come si opera e ci si comporta in queste occasioni. Ho parlato con il comandante del Col Moschin e gli ho detto che la città è a completa disposizione. La verità è che queste persone devono smettere di fischiare".