Soldi ai giornali di partito, passa il «lodo» Bonaiuti

RomaL’opera di tessitura del sottosegretario Paolo Bonaiuti ha dato i suoi frutti e così nel decreto Milleproroghe approvato ieri dalla Camera (l’ok definitivo è atteso oggi al Senato), attraverso un emendamento, è stato ripristinato «per il 2009» il diritto soggettivo ai contributi per i giornali di partito, le cooperative e il settore non profit.
La mediazione non è stata facile. Da una parte l’intransigenza delle opposizioni e di parte della maggioranza che spingevano affinché le risorse continuassero ad affluire alla stampa di partito. Dall’altra parte, il rigore del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che rimodulando i benefici all’editoria ha reperito stanziamenti per altri capitoli di spesa più pressanti.
Nella tarda serata di martedì si è così giunti al compromesso sancito ieri dal voto finale dell’Aula. I contributi 2009 restano confermati «al massimo al 100%» ma contestualmente sono state ridimensionate le provvidenze per la stampa estera edita in lingua italiana (-50% dei fondi) e per l’emittenza locale che beneficeranno di minori agevolazioni su spese elettriche e abbonamenti alle agenzie di stampa. Circostanza sulla quale il Pd con l’ex ministro Gentiloni non ha mancato di esprimere le proprie rimostranze, mentre le tv locali hanno già in cantiere uno spot antigoverno. «Nessuna mannaia», ha subito precisato Bonaiuti sottolineando che «c’è un fondo presso il dicastero dello sviluppo economico che non viene intaccato e d’intesa con quel ministero studieremo formule per sostenere il settore».
Insomma, ha ricordato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, il provvedimento garantisce alle aziende «di accedere al credito bancario per un anno» e ha una sua specifica importanza in un particolare momento di crisi. «Dopo le elezioni - ha annunciato Bonaiuti - partirà in Parlamento la riforma generale dell’editoria per la quale sentiremo tutte le categorie interessate e ci dovremo impegnare a chiudere prima dell’autunno per avere un quadro sul 2011».
L’accordo con Tremonti è totale: l’obiettivo è «eliminare gli sprechi, togliere contributi a testate che non li meritano, adottare criteri migliori». La momentanea collaborazione fornita dalle opposizioni fa sperare in uno spirito bipartisan della riforma. In caso contrario, sarà tutto il sistema a essere in pericolo. «Se non mettiamo un limite molto severo a quelle testate che non meritano nulla, rischia tutto il settore», ha concluso Bonaiuti. Impostazione condivisa anche da Confcooperative secondo cui quello del governo è un «intervento concreto», ma serve una legge di riordino che favorisca le vere cooperative a discapito dei soggetti che fanno un uso improprio di questa forma societaria.
Con il decreto Milleprororoghe sono stati inoltre approvati i termini per la riapertura dello scudo fiscale al 30 aprile, la sospensione dei tributi per l’Abruzzo e la sospensione degli sfratti.