Soldi anche al Duomo per l’albero dei gioielli: ma la Chiesa non ci sta Il Comune cerca di mediare ma cresce la polemica sul grande abete natalizio sponsorizzato Tiffany

Arriverà a bordo di un tir domani notte: se non ci saranno intoppi, approderà in piazza Duomo intorno alle due. Preceduto da una settimana di polemiche. Perchè sull’albero-gioielleria di Natale griffato Tiffany anche ieri non c’è stata pace. Due giorni fa la Curia aveva definito l’idea di una boutique del lusso davanti alla cattedrale «offensiva». In diretta tv al Chiambretti Night, il sindaco aveva preso le distanze e garantito: «Non ci sarà, io non ne sapevo niente». Ieri Letizia Moratti ha avuto un incontro vis à vis di un’ora con l’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo, che ha seguito (e presentato con una conferenza stampa) il progetto a Palazzo Marino. Dopo la levata di scudi della Curia, il sindaco ha chiesto all’assessore e al direttore generale del Comune Antonio Acerbo di incontrare i delegati della boutique e rivedere parzialmente l’iniziativa, «deve essere un progetto a sfondo sociale - ha confermato ieri mattina -. Ho proposto che parte del ricavato vada alla Fabbrica del Duomo per il restauro della guglia maggiore».
L’assessore Cadeo ha proposto la mediazione alla griffe ed è uscito dall’incontro soddisfatto: «Raddoppieranno il contributo per la beneficenza». Oltre a Lilt aiuteranno il Duomo e «hanno garantito che verseranno un assegno settimanale in base alle vendite anche dalla boutique di via della Spiga». Tutto risolto? Macchè. Monsignor Luigi Manganini, arciprete del Duomo, risponde al Comune con un «no, grazie». Ammette che il responsabile della piazza è il sindaco, e dunque «farà quello che meglio crede» ma «la posizione della Curia non cambia, è vero che il Duomo ha bisogno di fondi ma non andiamo contro coscienza a tutti i costi».