«Soldi per chi investe nel Mediterraneo»

Formigoni da Rabat: «Stanziati 60 milioni»

nostro inviato a Rabat
Nel mercato di Rabat ecco l’inconfondibile voce di Madonna, Luisa Veronica Ciccone, con le note di «Hang up» che si confondono e si intrecciano ai suoni della musica araba. «Il Marocco è molto cambiato negli ultimi anni» dice Roberto Formigoni in visita a botteghe e negozi, tra i dedali di vie strette del suk che è ancora il cuore del commercio della capitale. Il bacino del Mediterraneo è una scommessa in cui il presidente della Lombardia crede profondamente: «Il Marocco è un Paese dinamico, che ha fatto scelte coraggiose, un Paese che guarda all’Europa, islamico di un islamismo moderato». E un’Unione europea orientata a sud, secondo Formigoni, è la via maestra per recuperare la centralità perduta dall'Italia con l’allargamento a est dell’Ue: «Un'Europa che guarda a sud è un’Europa che vuole tornare a essere centrale». Ma soprattutto: «L’Italia sarebbe al centro di questa Europa e la Lombardia al centro del centro». Il Mediterraneo può diventare «un lago», può tornare a essere «il mare nostrum che era per gli antichi Romani».
Il Marocco è il paese più attivo dell’area: i numeri economici sono positivi, con la crescita del Pil del 4,4% e l’inflazione ferma all’1,6. «E grazie al quadro di riforme avviate da re Mohamed VI nei prossimi anni il quadro dovrebbe addirittura migliorare» aggiunge Formigoni. Inoltre a partire dal 2010, come sancito dalla conferenza di Barcellona, nascerà un'area di libero scambio tra Marocco, Tunisia, Algeria, Libia e Egitto: un mercato ampio, ricco di potenzialità e in crescita. «L’Europa, l’Italia e la Lombardia non possono perdere questo importante appuntamento. E è per questo che abbiamo stanziato i 60 milioni di euro per Euromed» spiega il presidente. Il Fondo ha come primo obiettivo promuovere joint ventures tra imprese di piccole e medie dimensioni, alimentando investimenti tra Lombardia e Mediterraneo.
Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla presidenza della Regione, lancia un appello a incrementare i rapporti: «Il Marocco è per noi un partner favorito, che però non viene guardato con la giusta attenzione dalle imprese italiane e lombarde. Da qui nasce e si sviluppa il fondo Euromed, che ha tra i principali sottoscrittori la Regione, la camera di commercio, Banca Intesa, San Paolo Imi e Unicredit».
«Solo efficienti servizi di pubblica utilità garantiscono lo sviluppo di un paese. È questo infatti il settore chiave per giudicare il livello raggiunto da un popolo e da chi lo governa» dice Maurizio Bernardo, assessore a Reti e servizi di pubblica utilità. E assicura: «Grande attenzione all'area del bacino del Mediterraneo è stata data da parte delle principali utilities operanti in Lombardia e cioè Arpa, Mm, Cap gestione, Sogeiva Varese. Siamo dunque pronti a avviare progetti di scambi nel settore dell’ambiente coinvolgendo le public utilities interessate». L’idea è quella di collaborare e trasferire competenze: «In Marocco esiste un quadro normativo più arretrato rispetto a quello europeo e abbiamo così pensato di portare, oltre alla nostra conoscenza e esperienza, la possibilità di organizzare eventi, corsi di formazione per funzionari pubblici e per le public utilities». Il ministero dell’Ambiente marocchino ha spiegato che i problemi principali sono legati alle concerie e ai problemi di depurazione delle acque che creano. Conclude Bernardo: «È su questo punto che la cooperazione tra aziende si sta rivelando fondamentale».