Soldi dall’Europa: Cofferati (Pd) parla, Mauro (Pdl) li trova

Di fronte alla tragedia, c’è chi fa comunicati stampa di solidarietà e chi si dà da fare per organizzare mezzi e modalità di intervento concreto a favore di quanti sono colpiti dall’alluvione. In entrambi i casi, si punta innanzi tutto a sollecitare la «ricca» Unione Europea perché stanzi al più presto fondi adeguati, in ragione della cospicua massa di denaro che l’istituzione sovranazionale è in grado di rendere disponibile. A pronunciarsi, fra gli altri, è il parlamentare europeo del Partito democratico Sergio Cofferati, che invoca l’«indispensabile aiuto dell’Europa a Genova e alla Liguria», in una nota scritta in cui dichiara: «L’Europa non può restare indifferente e inerte davanti alla catastrofe che ha colpito Genova a pochi giorni di distanza da quella analoga che ha interessato le province di La Spezia e Massa Carrara». E ancora, sempre nello stesso comunicato: «Il Governo deve assolutamente richiedere l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea».
Nelle stesse ore in cui veniva diramata la nota, però, qualcun altro ha preferito non limitarsi all’appello al Governo perché si appelli, a sua volta, all’Unione Europea, eccetera, eccetera. Questo «qualcun altro» ha pensato bene di cercare e trovare il modo più efficace per far confluire preziosi stanziamenti alle popolazioni e alle attività produttive danneggiate. Il modo c’è, e lui, Mario Mauro, parlamentare europeo del Popolo della libertà, l’ha trovato: si tratta di far compilare tempestivamente i moduli di richiesta di attivazione del Fondo di Solidarietà (lo stesso evocato da Cofferati), in modo da inserire Genova e la Liguria far i beneficiari. Ma Mario Mauro non si limita a indicare la strada: si è messo di buzzo buono e ha già esibito la modulistica necessaria. «Bisogna, però, attivarsi al più presto - avverte il parlamentare europeo del Pdl -. I tempi sono stretti, bisogna presentare la richiesta, con tutti i documenti in ordine, entro dieci settimane. Se non saremo in grado di farlo, non arriverà un euro». Mauro parla in prima persona plurale, in realtà sono il Comune di Genova e la Regione Liguria che devono attivarsi con urgenza per compilare i moduli e presentarli in tempo all’Unione Europea. E alle due istituzioni, al sindaco Marta Vincenzi e al presidente della Regione Claudio Burlando, lo stesso Mauro si è già rivolto - ieri mattina - perché non si perda tempo in indugi burocratici e rimpalli di competenze. «Mi sono ovviamente messo a disposizione - aggiunge Mauro - per fornire tutte le delucidazioni al riguardo. Il Fondo di Solidarietà dell’Ue dispone di un bilancio annuale di 1 miliardo di euro, è fondamentale avere accesso a una parte di questi fondi per fornire un sostegno decisivo alla ripresa».
Con obiettivi analoghi si è impegnato il senatore del Pd, Luigi Lusi, chiedendo di inserire due emendamenti alla Legge di stabilità per interventi a favore delle «aree dello Spezzino, della Lunigiana e di Genova». La sua proposta è di istituire, «per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di entrare in vigore della legge, una zona a burocrazia zero per favorire la ripresa delle attività imprenditoriali commerciali», tramite «uno stanziamento di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2011 al 2016». Come dire: non caviamocela solo con un bel comunicato stampa.