Soldi in nero e spese alte le trappole più frequenti

I sindacati: «Il contratto mette al riparo da brutte sorprese»

Il campionario delle insidie è vario: si va dal noleggio in nero dei mobili (e a parte rispetto all’appartamento) ai canoni bassi all’apparenza ma compensati da enormi spese. Per finire con la più classica delle magagne: la mancanza di contratto.
Sono molti, infatti, i proprietari che scelgono di affittare in nero agli universitari. Un’inchiesta del Giornale del giugno 2005 fatta su un campione di annunci appesi nelle bacheche degli atenei dimostrava che metà erano in nero. Quattordici casi su trenta, scelti a caso fra quelli di Statale, Politecnico e Bocconi. Fare il contratto spesso comporta qualche spesa in più per lo studente, ma è comunque una garanzia. Per questo i sindacati degli inquilini insistono: «Va chiesto per evitare brutte sorprese».
A quel punto si porrà un altro problema: quale tipo di contratto fare. Esiste una apposito modello per gli studenti, ma quasi nessuno lo propone. L’ipotesi più facile è quella di contratto di 4 anni più 4. «Lo studente deve controllare che sia inserita una clausola che gli consente di andar via in ogni momento, dando un giusto preavviso» spiegano gli esperti. «E non bisogna mai - aggiungono - firmare lettere di disdetta anticipate». Ma a chi va intestato il contratto? «È rischioso farlo a nome dei genitori o di uno solo degli inquilini. Se si finisce per qualsiasi ragione in tribunale, l’unico intestatario passa subito dalla parte del torto perché figura come subaffittuario dei colleghi di appartamento a meno che, caso raro, lo consenta il contratto. Meglio intestare il contratto a nome di tutti gli inquilini. Se poi qualcuno va via prima degli altri, deve ricordarsi di farsi cancellare». Buona norma è leggere con attenzione il contratto prima di firmarlo. Si può anche chiedere di portarlo da un esperto di propria fiducia a far vedere, «se il padrone di casa non ha nulla da nascondere acconsentirà».
Utile, per evitare brutte sorprese, è anche stilare insieme al proprietario una lista delle cose presenti nell’appartamento, specificandone l’età. «Così si evita di essere incolpati del guasto per usura di un frigorifero o un televisore già vecchi».
Resta l’ultimo dubbio: meglio l’agenzia o la ricerca porta a porta? Quest’ultima può far risparmiare, ma fatta con attenzione: si deve andare personalmente nelle zona desiderata, raccogliere i numeri dai cartelli appesi alle case, fare almeno una trentina di telefonate, chiedere se si parla con un privato e un’agenzia. E se c’è un contratto.