Soldini alla Giraglia cerca la vittoria e un record storico

Quest’anno in gara anche i velocissimi trimarani oceanici

Antonio Vettese

Da ieri a Saint Tropez è Giraglia Rolex Cup, una della vere regate di altura del Mediterraneo, una prova che ha un passato concreto, non un capriccio degli sponsor. Nella prova d’altura, dopo la partenza mercoledì dalla Francia, si girerà il temibile scoglio che sta in cima alla Corsica per tornare a Genova dopo 243 miglia. Quest’anno in mare anche i rapidissimi trimarani oceanici, tra cui Tim di Giovanni Soldini: «Partiremo molte ore dopo i primi, questo è un po’ un peccato. Ma se c’è ventone abbiamo la possibilità di abbassare il record. Ho partecipato tanti anni fa, ma mai in maniera davvero competitiva».
Organizzata dallo Yacht Club Italiano e inventata da Beppe Croce, è arrivata alla edizione numero 53. Per molti anni il record è stato detenuto da Benbow, yacht della famiglia Recchi, uno dei più belli e copiati del Mediterraneo, tuttora in perfetta forma e ormeggiato a Portofino. Poi sono arrivati quelli moderni: Riviera di Rimini e adesso Alfa Romeo che due anni fa ha fermato i cronometri su 22 ore e 13 minuti. Ma è stato primo sulla linea e non vincitore, perché la classifica vera è calcolata con i tempi compensati. Gli iscritti hanno superato i duecento da tredici nazioni, il tempo previsto non del tutto tranquillo, meglio per i primati.
Oltre ai maxi come Atalanta di Carlo Puri Negri, My Song di Pigi Loro Piana, ci saranno i grandi Wally come Kauris di Marco Tronchetti Provera e Magic Carpet di Owen Jones. E i trimarani con i protagonisti del circuito oceanico, che avranno una classifica separata ma che sono la vera novità alla ricerca di velocità e spettacolo. Giovanni Soldini si è preparato a una nuova stagione alla ricerca di un risultato che fatica un po’ ad arrivare. In questi giorni era in Corsica. Anche in questo mondo che piace soprattutto ai francesi, i costi sono molto lievitati: «Noi abbiamo lavorato bene e abbiamo trovato a bordo nuove soluzioni molto interessanti, come un nuovo sistema di trasmissione del moto ai verricelli, ma lo hanno fatto anche gli altri. Gitana ha due barche e ha speso due milioni di euro in modifiche. Sono molti soldi anche se alla fine non mi sembra abbiano fatto molto di sostanziale. Foncia ha cambiato lo scafo centrale. Noi ci siamo limitati a delle modifiche sane per migliorare con poco vento». Nel Giro della Corsica, esordio del Gran Prix Tim Progetto Italia, ha trovato vento forte: «Sono molto soddisfatto del quarto posto. In mare aperto, ora la barca va bene». La novità dell’anno sono delle nuove pinne di deriva per gli scafi laterali su cui, pur non avendo parti mobili, si riesce a modificare il profilo per ottimizzarlo alla velocità. Erano vietate perché costose. «Qualcuno le ha - dice Soldini - ma il vero vantaggio è nelle prove di triangolo e io punto all’oceano».