Soldini: «Mai io non mi sento inferiore»

Artisti e navigatori. I fratelli Soldini sembrano fatti apposta per incarnare il popolo degli italiani. Silvio, Giovanni ed Emanuele. Manca il santo.
C’è Silvio, il «poeta» per immagini, il regista che con il film «Pane e tulipani», dopo l’incetta di David di Donatello in Italia, è diventato famoso negli Stati Uniti e ha spopolato in Germania.
C’è Giovanni, il navigatore, il velista-eroe che riesce a vincere la più prestigiosa gara velistica in solitaria, l’Around alone, pur rallentando con una deviazione, fatta per soccorrere l’amica-concorrente Isabelle Autissier che si era rovesciata con la sua imbarcazione.
«Ma c’è anche Emanuele (il fratello direttore dell’Istituto Europeo di Design, ndr), e io sono il minore con 41 anni», sottolinea Giovanni Soldini, il velista, divertito dai risultati dello studio scientifico norvegese.
Questo studio bolla gli ultimogeniti come i meno intelligenti tra i fratelli, lei che è il più piccolo, cosa ne pensa?
«Mah, sono scettico. Bisogna vedere come si esprime l’intelligenza di una persona. Ci sono ambiti in cui vinco io rispetto ai miei fratelli, e altri in cui primeggiano loro. In ogni caso, andiamo d’accordo. Forse proprio perché siamo molto diversi. E così risultiamo complementari».
Se andiamo a vedere cosa dicevano le pagelle di scuola dei tre figli di un ingegnere?
«Non fanno testo. Eravamo tutti e tre dei veri disastri. E poi non ho mai creduto che i risultati scolastici siano prova o meno dell’ intelligenza di un individuo. Si riesce meglio in alcune materie rispetto che in altre, ma dipende anche dagli interessi e da quanto ci si impegna. Penso sia anche una questione di carattere».
I tre fratelli Soldini sembrano, però, sfatare lo stereotipo che vuole il fratello maggiore serio, studioso e «grigio» e il più piccolo estroso e creativo.
«Di certo non sono io l’artista in famiglia. Sicuramente il temperamento creativo appartiene maggiormente a Silvio. Ma anche Emanuele lavora in un campo che ha molto a che fare con l’estetica».
Come se ballare insieme alle onde del mare non fosse un’arte.