Solidarietà ai cronisti condannati C’è chi teme una stampa libera

(...) è punito con l’arresto fino a trenta giorni o con l'ammenda da lire centomila a cinquecentomila».
Presa altresì visione, per maggiore riflessione, dell’articolo 21 della nostra Carta Costituzionale: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni».
Dalla lettura dei due articoli citati riesce molto difficile capire come possono essere stati violati nel caso di divulgazione dell’identickit del presunto «maniaco» che ha compiuto a suo tempo nella nostra città una ventina di aggressioni a sfondo sessuale. Dunque piena solidarietà ai giornalisti che, invece in questo raro caso avrebbero dovuto essere, effettivamente, encomiati. Poi il risvolto politico, del peggio che può arrivare, quello che nel nostro Parlamento si sta consolidando la deriva repressiva. A me sembra che se ai Giornalisti si debba imputare qualcosa è che sono troppo collusi con il potere economico e politico. Sembra ora che si voglia addirittura reprimere la funzione della Stampa che segnala scandali e corruzioni. A proposito della funzione conoscitiva e di approfondimento della Stampa, fate sapere ai vostri lettori (me compreso), la Commissione del Senato che se ne occupa e i suoi membri, la loro appartenenza partitica, e le rispettive posizioni. È in ballo la libertà di Stampa! Ma in tempi brevi, prima della deliberazione conclusiva.
*presidente circolo

Calogero Capitini