La solidarietà del «baratto» viaggia sul bus

Non rientra certo nella consuetudine, per degli studenti, organizzare in proprio a scuola una raccolta di generi di prima necessità o uscire di casa per vedere un evento di spettacolo con... un pacco di riso o una bottiglia d'olio. Eppure la trovata dell'associazione Onlus genovese «Creativi della notte - Music for Peace», coglie nel segno, lavorando sulla trasparenza, la comunicazione, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e dei giovani. Dando oltremodo un segno preciso e quasi innovativo: no al denaro. Già, perché l'organizzazione guidata da Stefano Rebora, realizza le sue missioni umanitarie tramite la «politica del baratto»: generi di prima necessità invece ad esempio di un biglietto d'ingresso per il pubblico (all'insegna del «libero divertimento»), scambi merce e promozione per enti o imprese che forniscono mezzi o materiali (container, trasporti, ecc.).
In questi giorni sta muovendo i primi passi la III° ed. del progetto «Solidar Bus 2008 - Destinazione Sarahawi». L'iniziativa è ancora dedicata al popolo saharawi, che reclama l'indipendenza dagli anni '30 e vive da decenni in esilio nel deserto algerino in immensi campi profughi che sopravvivono grazie agli aiuti internazionali. Il progetto di Music for Peace ha due obiettivi: sensibilizzare i giovani nostrani sui diritti umani violati, coinvolgendoli nella realizzazione di elaborati e soprattutto di punti raccolta nelle scuole, rendendoli quindi soggetti attivi di una grande opera di solidarietà; la realizzazione di un concreto supporto, grazie ai generi di prima necessità raccolti, per decine di migliaia di famiglie del Saharawi. Senza contare l'ulteriore sensibilizzazione sul tema al rientro in Italia, con la divulgazione del materiale fotografico ed audiovisivo realizzato sul posto. La fase educativa prevede incontri in ben 203 delle 250 scuole liguri ed il coinvolgimento di circa 26000 studenti. «Non saremo noi a cambiare il mondo - dice Stefano Rebora - ma possiamo dare il nostro piccolo contributo». E così, quell'autobus donato all'associazione dall' Amt e trasformato dai volontari nel Solidarbus diviene un simbolo di solidarietà. Da Genova con lo sguardo aperto e rivolto verso il mondo.