Solidarietà buona e cattiva

L’abuso dell’idea nobile di solidarietà, il lassismo e la rinuncia a far valere, sempre e comunque, il rispetto della legge producono infine i loro frutti amari. È come per le monete, la cattiva solidarietà scaccia quella buona.
Il malessere di strati consistenti della popolazione milanese sale e raggiunge i palazzi della politica. Gli strati più deboli ed esposti della cittadinanza, gli abitanti delle periferie a rischio, i milanesi che avvertono ogni giorno il timore delle violenze e il peso delle continue intimidazioni fanno sentire le loro preoccupazioni, le paure che non riescono a vincere. Paure fondate, preoccupazioni comprensibili. Le operazioni di sgombero, come quella di Capo Rizzuto, la stessa fuga di molti irregolari che hanno voluto sottrarsi alla legittima volontà di controllo delle autorità di pubblica sicurezza hanno dimostrato che le apprensioni della gente non erano infondate, che le tensioni continue i timori per la sicurezza personale avevano una loro oggettiva consistenza.
Ora la politica è chiamata a interpretare gli umori della gente, dei milanesi più esposti, dei poveri facilmente arruolabili per le guerre fra poveri. La politica non può, non potrebbe prescindere dagli umori dei cittadini, specie di quelli che hanno le minori difese contro gli stravolgimenti dei tempi nuovi e allora accade che in sede regionale venga accolto il «grido di dolore» della gente e si registrino posizioni contrarie a ogni finanziamento per l’accoglienza dei nomadi, per l’approntamento dei campi.
Tutto questo è comprensibile, perché la corda è stata troppo tirata, ma vogliamo sperare che questa città, questa città che non ha mai sbarrato le porte davanti a chi ha bisogno, mostri la saggezza politica di sempre. Ci guidino la legge, da rispettare sempre, e la speranza.