Solidarietà a chi difende le nostre radici e disprezzo per questa Eurabia

Pochi sono a tuttora gli italiani che hanno sentito il bisogno di manifestare solidarietà al professore R. Redeker, insegnante di filosofia in quel di Tolosa. E già questo è un segno eloquente e triste dei nostri tempi cinici e vili, ipocriti e senza dignità. Non esito a riconoscere al fondamentalismo islamico una sua grandezza tragica, coerente (al Corano), determinata, strategica (nei mezzi e negli scopi). Per questa Eurabia, invece, per queste facce compunte e dialoganti (in special modo quelle dei politici italiani sempre alle prese di flaccide mozzarelle e di mugugni alla don Abbondio) va il mio totale disprezzo. Non riuscire o non volere difendere il patrimonio illuministico della tolleranza e della libertà di pensiero è semplicemente condotta suicida; volersi nascondere dietro il cosiddetto rispetto dei sentimenti religiosi significa semplicemente coprire dietro una foglia di fico le vergogne della viltà e della pavidità. La convinzione fondamentale del nazismo era che il debole, come già nel mondo animale, deve soccombere al più forte. Questa lezione storica fondamentale non è stata ancora appresa. Ecco perché la storia potrebbe ripetersi ancora. Anzi, a mio avviso, sta per ripetersi. Hannibal ad portas, ma non interessa a nessuno. Roma