La solidarietà dei lettori/2

Continua l’ondata di messaggi e di lettere di solidarietà al direttore editoriale del «Giornale», sospeso dall’Ordine dei giornalisti per tre mesi. Chi scrive alla nostra redazione rivendica il diritto alla libertà di stampa e all’espressione delle proprie idee che per anni ha visto rappresentate dagli editoriali di Feltri

Caro Feltri, sono sconcertato ma non sorpreso per l’assurdo divie­to che le è stato imposto, in puro stile staliniano (manca solo il ri­covero in un manicomio). Ma al­lora è vero che la libertà di stam­pa è in pericolo! La nostra libertà di stampa. Non prenda decisioni avventate di abbandono. Abbia­mo tutti bisogno di persone co­me lei, di «amici» come lei, che sappiano dire le cose che altri­menti nessuno ci dirà mai. Salvatore Indelicato e-mail

Vittorio Feltri non deve far man­care alla gente normale il suo contributo. Parli, scriva, si fac­cia intervistare ogni giorno su ogni argomento. Questi eredi di Stalin se lo devono trovare dappertutto. Paolo Uggè e-mail

A nome del personale e del grup­po Fi-Pdl della Provincia di Ra­v­enna esprimo la più grande so­lidarietà all’uomo più persegui­tato dopo il presidente Berlu­sconi, una vera vergogna con questi giornalisti e politici di tut­ta la sinistra e ora anche con quel traditore di Fini, abbiamo toccato il fondo. Coraggio dot­tor Feltri e a tutto il Giornale , di­sponibili a sostenere eventuali iniziative in merito.
Vincenzo Galassini, capogruppo Fi-Pdl, Provincia di Ravenna e-mail

Esprimo tutta la mia solidarietà, simpatia ed affetto, al dottor Fel­tri brillante e coraggioso diretto­re del Giornale . La sua non è una condanna per il caso Boffo, ma una condanna politica perché ha denunciato e denuncia quel­le sporche manovre che nascon­dono interessi di casta, di potere, di poltrone e perché non è di sini­stra. Caro Direttore continui a lot­tare con quella grinta e indipen­denza che le è abituale e sappia che siamo in molti a sostenere che i faziosi non passeranno e che sono già additati al disprezzo di tanti, moltissimi italiani.
Giuseppe Cismondi e-mail

Caro Direttore vorrebbero zittir­la, perché è una voce originale, in­tuitiva, libera e onesta. Intorno a noi c’è solo il pensiero unico. Avanti con forza.
Renzo Fioravanti e-mail

Per l’Ordine dei giornalisti: vor­rei che altri lettori si svegliassero e facessero sentire presso lo stes­so il loro disprezzo.
Massimo Beri e-mail

La mia totale solidarietà e la sti­ma ad un grande uomo oggetto di un provvedimento dell’ordine (con la «o» piccola) dei giornali­sti, rozzo, volgare, temerario, in­qualificabile, totalmente privo di logica sensata e costruttiva. Lei Direttore ha la schiena dritta, scri­ve e parla sempre con cognizione di causa e se qualche volta le suc­cede (ovvio) di sbagliare, veloce­mente si corregge e chiede scusa. L’iniquo periodo passerà presto e sarà nuovamente con noi! Con­tinui ad essere sempre se stesso! Questa parentesi la rende ancora più popolare e stimato.
Paolo Sivestrini Urbino

Siamo arrivati davvero alla frutta! Il bavaglio che la stampa temeva da parte di Silvio Berlusconi è arri­vato dall’Ordine dei giornalisti che vuol punire Vittorio Feltri per aver sempre raccontato quel che è sotto gli occhi di tutti e di chi non vuol vedere ed ama l’ipocri­sia. Vittorio Carusi e-mail

La mia stima per lei è sempre sta­ta a massima poiché la considero uno dei pochi giornalisti che si è dimostrato in grado di scrivere ve­rità anche qu­ando queste poteva­no infastidire il suo editore. Quan­to sta accadendo al Giornale , a lei e ai suoi collaboratori in questi mesi non è solo preoccupante per il fatto in se stesso, ma perché delinea una strategia degna di una dittatura (tradimenti e colpi di mano da parte dell’opposizio­ne). Tutto ciò rischia di negare ai cittadini il diritto di vedersi rap­presentati da chi hanno votato (che cosa è se non una dittatu­ra?). Io ritengo la libertà il bene più grande senza il quale nulla ha più valore. Forse per troppo tem­po abbiamo pensato alla libertà come un fatto scontato. Potrebbe essere venuto il momento di do­ver fare sacrifici per conservarla.
Alessandro Sisti e-mail

Sono disgustato e preoccupato per questa vicenda e per questo colpo di Stato che la sinistra sta preparando... Lei non potrà scri­vere... ma parli e dica a tutti che pericolo corriamo.
Raul Grioni Milano

Sono esterrefatta dal comporta­mento di questi disgustosi signo­ri. L’Ordine dei giornalisti eviden­temente come quasi tutto in Ita­lia funziona solo per una direzio­ne, la sinistra! Sono veramente preoccupata e rattristata, mi ren­do conto che noi cittadini per be­ne siamo in mano a gente che fa di noi ciò che vuole e riceve an­che applausi. Questo me lo lasci dire è molto inquietante! Se ora un tipo come Fini chiede le di­missioni del nostro presidente del Consiglio e pretende dopo tutto quello che ha combinato di avere anche ragione, allora gli ita­liani che lo appoggiano si sono veramente bevuti il cervello!
Daniela Puccini e-mail

Mai come adesso ci sentiamo so­li­dali col Direttore Vittorio Feltri, unica voce veramente libera di un’Italia che pare in balia di pote­ri che mostrano la loro illiberali­tà unita alla perfidia. Fanciulle­sco è stato lo sperare di riuscire a liberarci di tanta immondizia umana attraverso una rivoluzio­ne pacifica. È arrivato il momen­to che il popolo pensi con la pro­pria testa senza farsi suggestiona­re dai falsi profeti manipolatori d’informazione, che pretenda il rispetto del voto, che si prepari alla più grande marcia della sto­ria della Repubblica. W l’Italia, W la libertà.
Vittorio Belluso e-mail

La mia più sentita solidarietà per la faziosa, settaria e strumentale sospensione inflittale, nel bieco tentativo, da parte dell’Ordine di cercare di sopprimere ovvero di affievolire una valente voce di li­bertà. Perché non pensare quin­di all’abolizione dell’Ordine? Ca­ro Direttore continui così perché la sua attività e quella di tutta la redazione del Giornale è molto apprezzata.
Claudio Bassi e-mail

Caro dottor Feltri non molli, non molli, non molli! Sappia che sono ancora milioni gli ita­liani senza l’anello al naso e la sveglia al collo.
Ilario Consolini e-mail

La sensazione di vicinanza dei let­tori che si ostinano a tenere i pie­di per terra e la testa sul collo e a non prostituirsi per le «lentic­chie » (denaro), spero le sarà di conforto e di compagnia fino al termine del «castigo»!
Anna Maffoni Bienno (Brescia)

Faccio una scommessa, sicuro di perderla: riusciranno i furbac­chioni quaquaraquà che si credo­no eroi, vergini e martiri dell’in­formazione «libera» che imper­versano e monopolizzano le tan­te trasmissioni tv ad avere il corag­gio di darle non la penna, rimasta senza inchiostro, ma almeno la parola?
Antonio Pochesci e-mail

Siamo lettori del Giornale da lei diretto, e prima anche di Libero da lei diretto, e continuiamo a leg­gerli perché amiamo la vostra e le vostre opinioni di stampa libera. Non deve piegarsi al loro volere, ribellatevi. È una vergogna che l’Ordine dei giornalisti politiciz­zato di sinistra vi censuri, lei ha la nostra solidarietà.
Renato Innocenti Livi e-mail

La grandezza di un giornalista non si misura per il numero degli applausi che riceve, ma per la sua «scomodità» in quanto capace di mantenere lucidità, chiarezza, coerenza e libertà di pensiero. Queste qualità sono appannag­gio di pochi giornalisti non certo di quelli che l’hanno giudicata. Di questi penso tutto il male pos­sibile, sperando che abbiano pas­sato almeno una notte insonne per i rimorsi di coscienza. Di quel­li che non l’hanno difesa credo che si siano comportati come Pi­lato che è stato condannato dalla storia ad una eternità di vergo­gna. Penso, infine, che si possa appuntare sul petto una bella me­daglia «al valor giornalistico».
Giacomo Triglione e-mail

L’Ordine dei giornalisti ha fatto un’autentica porcheria imbava­gliando Feltri. È questa la liber­tà di stampa voluta dai quei gior­nalisti comunisti, cattocomuni­sti e neofascisti? Che si vergo­gnino! Feltri non molli! Siamo tutti con lui.
Andrea Smerieri e-mail

Egregio direttore non sapevo che farla star zitto costasse cosi tanto, chiaramente mi spiace perché le penne come lei dovrebbero scri­vere sempre.
Salvatore Arini e-mail

Caro Vittorio, non mollare, il ba­vaglio che ti hanno imposto è un segno di estrema debolezza dei tuoi nemici politici, tu con i tuoi editoriali riuscivi a mettere a nu­do le menzogne di tutte le altre te­state schierate dalla parte «giu­sta ». Mi auguro che in questi tre mesi di silenzio parlerai con la penna dei tuoi collaboratori che capaci come sono ci faranno sen­tire meno la tua mancanza.
Massimo Staccioli e-mail