La solidarietà dei nostri lettori a Feltri / 2

Continua la valanga di lettere, messaggi ed e-mail: gli italiani esprimono vicinanza al direttore editoriale del <em>Giornale</em> sospeso dall’Ordine per 3 mesi<br />

Caro Direttore, non posso esi­mermi dall’esprimere - a lei e a tutti i redattori del Giornale - tut­ta la mia solidarietà e indignazio­ne per quel che hanno osato fare in spregio ai loro decantati prin­cìpi. Uomini senza vergogna! Per quanto riguarda il caso Boffo poi, non capisco tutti i vostri scru­poli: lo avete messo alla berlina dopo che egli aveva partecipato come uno sciacallo ed in prima persona alla pesante campagna diffamatoria contro il presidente del Consiglio! E vi siete anche scu­sati! Sì, siete diventati proprio un baluardo. Il nostro principale ba­luardo contro lo sfascio che pur­troppo c’è. Contiamo sempre più su di voi.
Fabio Franchiaro
e-mail

E poi dicono di Ballarò , Annoze­ro e Parla con me che strepitano contro la censura, ma il vero ba­vaglio è quello contro chi è con il centrodestra e su cui nessuno, neppure l’Ordine, ha nulla da di­re. Dove sono ora coloro che ma­n­ifestarono in piazza a favore del­la libertà di stampa secondo loro messa in pericolo da Berlusconi? Avranno la dignità di tornare in piazza a favore di chi è realmente stato censurato? Dobbiamo te­mere ormai che chi vota e sostie­ne Berlusconi si veda prima to­gliere il diritto di votare Pdl come avvenuto nelle elezioni regionali del Lazio e poi che siano messi a tacere i pochi giornalisti che non fanno parte delle «chiese» di sini­stra?
Luca Berardi
Roma

Non ci sono parole che possano esprimere adeguatamente il mio sdegno per il trattamento riserva­to dall’Ordine al nostro diretto­re. A Vittorio Feltri tutta la mia so­lidarietà, la mia stima e il mio «ar­rivederci fra tre mesi». Oggi i let­tori del Giornale sono tutti Vitto­rio Feltri. Con affetto. Ornella Colombo e-mail Sulla vicenda Boffo pare eviden­te che a meritare reprimende e sospensioni, più di Feltri, siano i molti giornalisti che ne stanno parlando in questi giorni sulla stampa «libera e democratica». Non ce n’è uno che ricordila fon­datezza del primo documento pubblicato dal Giornale , cioè la sentenza di condanna di Boffo, bensì tutti parlano solo del secon­do documento (l’informativa), falso, cosicché appaia falsa tutta la vicenda. Più falsari di così.
Luigi Fressoia
Perugia

Caro Direttore, leggo che non può più scrivere. Credevo fosse caduto il muro di Berlino e di vi­vere in un paese libero. Forse so­gnavo.
Ambra Montonera
e-mail

In un mondo di giornalisti medio­cri e­allineati al corso del centrosi­nistra, una persona con la sua in­telligenza e la sua professionali­tà dà fastidio. Ha fatto benissimo a informarci della casa dell’ono­revole Fini, un moralista a senso unico. In molti non hanno anco­ra capito che lui, oggi adorato dal­la sinistra, una volta raggiunto il suo scopo, tornerà ad essere «fa­scista ». Brutta cosa l’invidia.
Saveria Pia Savini
e-mail

Che vergogna. Anche questo dobbiamo subire. La cosa è mira­ta, proprio adesso poi. Non se ne può più. Dobbiamo fare qualco­sa per difendere la vera libertà di stampa. Raccolta firme ad esem­pio. Tutta la mia solidarietà.
Giorgio
Terrosi Vicenza

Il caso Boffo non è altro che una scusa per iniziare uno stillicidio morale all’unica persona in grado oggi di battagliare contro una sini­str­a sempre più prepotente e arro­gante, che ha alzato il tiro per pun­tare direttamente al potere. Tutte le sue previsioni che da quasi due anni scrive dettagliatamente sul Giornale si sono verificate, un pre­sidente della Camera che fa politi­ca spudorat­amente senza che nes­sun intellettuale radical chic pren­da posizione nel sanzionare un at­teggiamento antidemocratico e non più super partes.
Pierluigi Danza
e-mail

Non ho parole per esprimerle tut­ta la mia affettuosa solidarietà per l’ingiusto provvedimento che l’ha colpita.Mi attendo anch’io che lei disobbedisca e continui a farci co­noscere il suo pensiero, special­mente in tempi come questi, in cui siamo in molti a non capirci più nulla. Per inciso quella del­l’abolizione degli ordini professio­nali non era una promessa del bando elettorale del liberale Sil­vio appena sceso in campo?
Gianfranco Ciucci
Pesaro

Grazie davvero all’Ordine dei giornalisti che, con le sue ignobi­li sa­nzioni nei confronti dell’inso­stituibile Vittorio Feltri ha ulte­riormente dimostrato (ma non era necessario) che la stampa ita­liana è in mano a un direttorio che oscura il politburo dei tempi migliori. Ne avevamo bisogno, perché prima della sua censura pochi italiani non si erano anco­ra resi conto da quali personaggi fosse pilotata la stampa italiana. Ora forse proveranno a cercare le notizie da chi non le manipola: il Giornale .
Andrea Tagliapietra
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Il più brillante giornalista italia­no è stato imbavagliato. Dove so­no tutti coloro che hanno, in pas­sato, gridato allo scandalo per la mancata libertà di stampa? Mas­sima solidarietà a Vittorio Feltri.
Sergio Camellini
Modena

Vorrei esprimere la mia solidarie­tà prima di tutto a lei perché que­sta sospensione dell’Ordine dei Giornalisti per il caso Boffo è di stampo politico e fa male alla li­bertà di stampa e sono certo che voi del Giornale non vi farete inti­midire da tale azione degna del­l’Unione Sovietica, perché è sta­ta presa da giornalisti esclusiva­mente di sinistra, pensando di imbavagliare lei e il nostro Gior­nale . Lei e stato l’unico giornali­sta a capire che Fini si comporta­va in una certa maniera per fare male al Pdl, e al governo. Caro di­rettore i miei complimenti e la mia solidarietà a lei e alla sua one­s­tà intellettuale e non ci abbando­ni mai. Con tanta stima.
Giorgio Lambrinopulo
e-mail

Vergogna per la sentenza che ci priva del pensiero di Feltri, al qua­le intendiamo esprimere la no­stra massima solidarietà. Gogna agli estensori della sentenza stes­sa.
Artuto Nannarelli e Rosanna Gelato
e-mail