La solidarietà dei nostri lettori a Feltri / 3

Continua la valanga di lettere, messaggi ed e-mail: gli italiani esprimono vicinanza al direttore editoriale del <em>Giornale</em> sospeso dall’Ordine per 3 mesi<br />

Caro, carissimo Vittorio, voce del­la nostra libertà di pensiero, del­la cavalleresca dirittura morale degli Uomini (U maiuscola), non ho dubbi che non vorrai privarci del tuo verbo che è anche il no­stro per educazione, per forma mentis, per completa condivisio­ne umana e profonda, limpida onestà intellettuale. Non lasciar­li passare! Incalzali! Siamo con te e lo saremo fino in fondo a qua­lunque costo! Forza! Bepi Magrin
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Se la Costituzione dice: «Tutti hanno diritto di manifestare libe­ramente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione» evidente­mente la sospensione di Feltri è anticostituzionale. Propongo un ricorso alla Corte che abolisca l’Ordine,oppure che possa alme­n­o evitare che esso imponga san­zioni anticostituzionali. Suggeri­sco poi a Feltri, come libero citta­dino, nel rispetto della Costituzio­ne e anche dell’Ordine, di far co­noscere le sue opinioni in questa pagina, come faccio io adesso, da lettore del Giornale.
Piero Logi
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Caro Vittorio Feltri, i comunisti ri­velano, da sempre, ineguagliabili capacità nel sistemare pedine ros­se all’interno delle istituzioni che contano, dalla Consulta alla Rai, dalla Federazione della Stampa all’Ordine dei giornalisti e così via elencando e che, periodica­mente e con grande sapienza, muovono in nome e per conto dei loro bassi interessi di bottega. La gazzarra indecente scatenata da Fini contro Berlusconi, da lui rite­nuto l’ispiratore dell’operazione Montecarlo, si ritorce ora contro di lei, nel tentativo di fermare la più brillante penna del giornali­smo italiano onde non possa nuo­cere alla loro campagna elettora­le prossima ventura. Desidero esprimere a lei la mia incondizio­nata solidarietà, ma anche cor­dialmente invitarla alla disubbi­dienza civile.
Giovanni Bertei
La Spezia

Caro Vittorio, ti prego, non molla­re, perché siamo in tanti con te e ti esprimo tutta la solidarietà mia e della mia famiglia!
Roberto Lazzaroni
Cenate Sotto (Bergamo)

Il dis-Ordine dei giornalisti ha da­to il lasciapassare a chi vuole col­pire la libertà di stampa quando non fa comodo. Anche se ci fosse stato un errore, chi è senza pecca­to scagli la prima pietra. Perché gli errori di Repubblica , del Corrie­re , dell’ Unità , non vengono mai e altrettanto penalizzati? A lei, quindi, la più viva solidarietà. Per­ché non si fa ospitare da Mario Cervi con lettere anche lunghe?
Giuseppe Zola
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Gentile Direttore, faccia come le suggeriscono: faccia finta di nulla e continui a scrivere. Alla faccia dell’Ordine (ma non l’hanno an­cora chiuso?). Sono con lei.
Mario Leone
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Caro Direttore, ti seguo dai tem­pi dell’ Indipendente . Ti ricordi la pubblicità? «Indipendente... per esserlo... sempre !!». Ma essere li­beri ha sempre un prezzo. La tua sospensione dall’esercizio della professione è la prova che sei sul­la strada giusta. Non mollare. Continua a scrivere con uno pseudonimo.
Massimo Parise
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Sono indignato per la sospensio­ne di Vittorio Feltri. Come è possi­bile una cosa del genere contro un giornalista libero, mentre nul­la si fa contro chi sparge menzo­gne a piene mani? Propongo che Feltri faccia i suoi commenti in vi­deo, come faceva tempo fa su una rete privata o attraverso una radio libera che dimostri il corag­gio di ospitarlo. Direttore non molli, siamo tutti con lei, non glie­la dia vinta ai poteri forti. Spero che questo atto infame possa ser­vi­re ad aprire gli occhi a tanta gen­te, sul pericolo che corriamo se la sinistra va al potere. Oltretutto precipiteremmo in una crisi eco­nomica spaventosa, perché la si­nistra, come ha già fatto, in passa­to, in odio a Berlusconi annulle­rebbe tutto quello di buono che è già stato fatto.
Renzo Raffaelliaro
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Caro Direttore, le sono vicino per questa ingiusta condanna e vor­rei ringraziarla per le emozioni che mi dà leggendo i suoi articoli e che tornerà a darmi fra tre mesi. Nel frattempo naturalmente non smetterò di comprare Il Giornale.
Rita Trogu
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Vorrei esprimere la mia più totale stima al grande e unico Vittorio Feltri in questo momento così po­co simpatico per lui. Sono certa che ritornerà più grande e forte di prima! Una fedele lettrice da sem­pre che non abbandona la nave che vogliono far affondare ad ogni costo. Non vi arrendete e non toglieteci la speranza.
Desiree Del Giovine
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Caro Feltri, desidero manifestar­le la mia totale vicinanza e solida­rietà in merito alla sospensione. Come al solito i «dittatori comuni­sti » (che io definisco fascisti, per­ché hanno gli stessi modi di ragio­nare e agire) hanno imposto il lo­ro metodo autoritario, confer­mando per l’ennesima volta che chi non la pensa come loro «è uno sporco fascista». La cosa che più mi addolora è l’ottusità e disone­stà intellettuale delle persone che votano a sinistra, sempre pronti a criticare gli altri e mai a fare uno sforzo di obiettività.
Giuseppe Melandri
Ravenna

Caro Sallusti,l’ingiusta,intollera­bile sospensione imposta al diret­tore editoriale Vittorio Feltri non ci deve impedire di conoscere i suoi giudizi e le sue valutazioni sulla situazione politica in mo­menti di così grave tensione e in­certezza. Credo che non sarebbe una violazione dell’inibizione a scrivere se periodicamente (leg­gi: con grande frequenza!) Feltri concedesse ampie interviste a qualche suo collaboratore. Spero vivamente che questo escamota­ge abbia la sua approvazione.
Enzo Garberoglio
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Pieno sostegno al Direttore Vitto­rio Feltri. Sono indignata: nelle tra­smissioni tv e Rai pubbliche e pri­vate gli elettori del centrodestra vengono dileggiati e trattati da per­fetti ignoranti. Ora altra telenove­la per il programma di Fazio e Sa­viano: forse temendo che gli ascol­ti possano diminuire nella secon­da puntata esce il braccio di ferro con il direttore Masi per l’interven­to durante la trasmissione di Fini e Bersani, ma tanto tutto finirà in gloria. I quotidiani e i settimanali possono pubblicare tutto quello che vogliono strillando che vivia­mo in un regime e poi vengono im­bavagliati Feltri, Porro, Sallusti e poi chi altri? Certo il giorno in cui Berlusconi si ritirerà a vita privata come faranno a sbarcare il luna­rio tutti questi intellettuali?
Elena Cavalieri
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Siamo veramente indignati per la sospensione a Vittorio Feltri, colpevole solo di dire la verità. Potessero, farebbero chiudere il Giornale , come si usa fare sotto le dittature. E meno male che di­cono di volere la libertà di stam­pa! A Feltri va tutta la nostra soli­darietà e il nostro sostegno mo­rale: purtroppo viviamo effetti­vamente in un regime, di sini­stra.
Elisabetta Cansacchi
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Caro Feltri, secondo me lei con questa sospensione ha una gran­diosa possibilità. Io al suo posto andrei al Tar, perché un Ordine non può impedirmi di scrivere e di lavorare (libertà di parola, arti­colo ventuno della Costituzione, basata sul principio del lavoro). E se vincesse, smantellerebbe il sen­so e il significato degli ordini (che francamente non servono a mol­to, li abbiamo credo solo in Ita­lia). Per questo, la seconda idea è la possibilità di ricorrere alla co­munità europea e, ripeto, se vin­cesse, sarebbe ricordato per sem­pre.
Danilo Monza
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Resista Direttore! Sappiamo che lei è tosto e non è un tipo imbava­gliabile! Questa è la democrazia a senso unico, promossa dalla sini­stra!
Marina Rizzettocaro
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Buongiorno Direttore, le trasmet­to la mia totale solidarietà e faccio una proposta: decida un giorno nel quale invitare tutti i lettori del Giornale a comprare due copie del quotidiano per dimostrare che, come lettori, non ci lasciamo intimorire (sul fatto che lei conti­nuerà a battersi non ho alcun dub­bio).
Renzo Manassero
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Caro Feltri, apprendo che l’Or­dine dei giornalisti l’ha sospesa per tre mesi e quindi, per tale pe­riodo, non potrà svolgere il suo lavoro. Volevo dirle che lei non è solo. Lei, è uno di noi e siamo moltissimi. Lei rappresenta chi non è disponibile a vendere la propria dignità anche a costo di mettersi contro i poteri forti. Lei è fiero di essere diverso da chi è pronto a correre sul carro del vincitore (ma siamo sicuri che poi questo carro risulterà vin­cente?). In questo momento, nel nostro sfortunato Paese, per dirla evangelicamente lei, il suo Giornale e pochi altri coraggiosi del mondo della carta stampata rappresentate la «voce che gri­da nel deserto», il deserto del piattume del giornalismo italia­no, dei voltagabbana, dei gior­nalisti di sinistra a cui tutto è concesso. Io non ho dubbi che continuerà a rispettare se stes­so e che non recederà di una pas­so dai suoi ideali. Dimenticavo, noi continueremo ad esserci e siamo con lei.
Salvatore Spanò
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