Solidarietà e protezione a Pietro Ichino

di Stefano Cordero di Montezemolo

Nell’ultima udienza prima della sentenza finale del processo a Milano sulle “Nuove Brigate Rosse”, il senatore e giuslavorista Pietro Ichino, in qualità di parte civile essendo uno degli obiettivi del gruppo, ha dichiarato ''Io sono ancora in pericolo'' ed uno degli imputati appartenenti alle Br, Alfredo Davanzo, ha replicato ''Questo signore rappresenta il capitalismo, è l'esecutore di questo sistema di cui ci sbarazzeremo''.

Premesso che si fa fatica a pensare ad Ichino, per la sua storia politica e professionale, come il rappresentante del capitalismo, è inquitante che ancora adesso i sinceri e autorevoli riformatori del mercato del lavoro, soprattutto se provenienti dalla Sinistra - e come tali conoscitori dei ritardi e dei limiti culturali, politici ed economici che i partiti di Sinistra hanno sul tema del mercato del lavoro - siano il bersaglio delle Br con il rischio della vita (al pari di Tarantelli, D'Antona e Biagi) ma anche delle critiche feroci e pregiudiziali dei sindacati massimalisti e dei partiti che pretendono di rappresentare i lavoratori e che invece tendono a difenedere posizioni e legislazioni di "interdizione" nei processi di funzionamento del mercato del lavoro ostacolando l'attuazione delle riforme che possano modernizzarlo e renderlo più aperto e funzionale al fine di accrescere le opportunità lavorative, soprattutto in una fase di crisi e di profonda trasformazione negli assetti economici e sociali.

E' importante che le forze sociali di vero rinnovamento e le istituzioni diano il massimo di solidarietà a Pietro Ichino e agli altri giuslavoristi ed economisti che si battono per portare avanti queste riforme di rinnovamento e di modernizzazione del mercato del lavoro al di là delle logiche di appartenenza culturale e politica. Ogni incertezza e debolezza nel difendere queste figure potrebbe essere ancora una volta la premessa e la determinante di altre tragedie umane e di una impossibilità di intervenire su una materia che è tra le più importanti nello spiegare la progressiva perdita di competitività e di attrattività economica del nostro paese.

E sarebbe certamente auspicabile che le forze sindacali massimaliste siano le prime a manifestare la loro presa di distanza dalle affermazioni degli esponenti delle nuove Br, riconoscendone la loro pericolosità al di là della loro formale inaccettabilità, e a dimostrare piena solidarità a Pietro Ichino anche cominciando ad usare un linguaggio e una capacità di dialogo e di apertura su tematiche su cui invece hanno sempre preteso di avere una posizione pregiudiziale e discriminatoria lasciando la possibilità che le frange più terroristiche possano identificare i personaggi come Pietro Ichino come i nemici da abbattere.