Solidarietà europea Per i terremotati pronti 500 milioni

RomaAumentano da 26 a 55 milioni di euro i fondi per gli ammortizzatori sociali destinati all’Abruzzo. E nella regione colpita dal terremoto arriveranno 500 milioni di euro dall’Unione europea. Inoltre, l’Abruzzo potrebbe ritornare fra le aree dell’ex «obiettivo 1» dell’Ue, ovvero quelle zone che ricevono il grosso dei fondi strutturali da Bruxelles.
La macchina finanziaria si è messa in moto. Una prima ricognizione tecnica ha tranquillizzato il governo, visto che buona parte dei fondi per gli interventi d’urgenza sono disponibili, sotto varie forme. Nel «fondo emergenze» presso la presidenza del Consiglio sarebbero disponibili circa 200 milioni, dopo i 100 già utilizzati nei primi giorni del dopo-sisma. Poi c’è il Fondo di solidarietà Ue, istituito nel 2002 proprio per affrontare casi di calamità naturali, che potrebbe fornire mezzo miliardo. Lo conferma il commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani: «Dalla Commissione arriveranno 500 milioni, tra Fondo calamità e riallocazione dei fondi strutturali». Quanto al reinserimento della regione nelle aree dell’ex «obiettivo 1», Tajani conferma che la Commissione è al lavoro, ma la decisione dovrà essere presa, a livello politico, dal Consiglio europeo.
All’Aquila, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha spiegato le nuove misure di protezione per i lavoratori colpiti dal sisma. La gamma è vasta: da una parte gli ammortizzatori ordinari, che vengono assegnati con più rapidità. L’accesso alla cassa integrazione sarà «ipersemplificato - ha detto il ministro - e l’erogazione da parte dell’Inps sarà più tempestiva». La dichiarazione di stato di crisi non comporterà l’obbligo di presentare un piano di ristrutturazione. Gli ammortizzatori cosiddetti «in deroga» per l’Abruzzo arrivano a quota 55 milioni (di cui 30 per le sole zone terremotate). Confermata - ed è la prima volta che questo avviene in Italia - l’indennità di disoccupazione, 800 euro mensili, per i lavoratori autonomi che operano nelle aree colpite dal sisma. Nel capoluogo abruzzese sorgerà la prima «casa del welfare» dove si raggruppano gli enti previdenziali (Inps, Inpdap, Inail), un progetto pilota.
Intanto, il governo ragiona intorno alle decisioni di medio termine per finanziare la ricostruzione. Se ne è discusso anche in un vertice di maggioranza. «Abbiamo deciso di costruire una cittadella che ospiterà gli sfollati, e che poi resterà al servizio della città», spiega il vice-capogruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino. La gran parte delle risorse dovrebbe essere reperita all’interno dei tre grandi fondi creati dal governo: il fondo infrastrutture, che dispone di 16 miliardi; il fondo ammortizzatori da 9 miliardi; il fondo strategico per le imprese, anche questo da circa 9 miliardi di euro. Da questi fondi - secondo una nota riservata della Ragioneria dello Stato - potrebbero essere diretti verso l’Abruzzo circa 5 miliardi di euro. Altri 2 miliardi potrebbero essere reperiti dagli investimenti immobiliari degli enti previdenziali (500 milioni), dai mutui non erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti (800 milioni) e dal contratto Anas (200 milioni).
Resta il capitolo fiscale. Molto probabile un intervento su Lotto e lotterie, altrettanto probabile il 5 per mille. Si parla anche dell’utilizzo dell’8 per mille incassato dallo Stato. Al premier non piace la cosiddetta «tassa sui ricchi», così nel medio termine si punta su una edizione bis dello scudo fiscale per il rientro dei capitali dall’estero.