La solidarietà a Feltri. "Questo bavaglio condanna anche noi lettori"

Non si ferma la mobilitazione contro la sentenza dell’Ordine che
costringe il direttore editoriale a tre mesi di silenzio. "Una sanzione ignobile, in Italia la
libertà di stampa vale solo per la sinistra"

Nuova ondata di messaggi di solidarietà al diretto­re editoriale del «Giornale», Vittorio Feltri, sospe­so dall’Ordine per tre mesi. La sentenza dei letto­ri: «La condanna non è stata inflitta per il caso Bof­fo, ma per lo scoop sulla casa di Montecarlo». 

La mia solidarietà a Vittorio Feltri. In questo momento, come non mai, abbiamo bisogno di uomini come lui, la nostra libertà è fortemente in pericolo. Alcuni personaggi candidati con i voti di tutti noi del centrodestra, pur di conquistare potere, tradiscono ideali e la buona fede di chi come me, ha creduto in loro. Bisogna resistere, resistere, resistere.
Giuseppe Borrozzino
e-mail
222
Ai colleghi dell’Ordine dei giornalisti che hanno votato la sospensione di Feltri vorrei dire (ma non lo dico, non si sa mai...): non sentite un pizzico, solo un pizzico, di vergogna?
e-mail
222
Solidarietà piena al direttore Vittorio Feltri. A cosa servono ancora gli ordini professionali? Ad organizzare viaggi in Cina o trasferte varie? Avanti tutta, direttore.
Adolfo Graziani
Pietra Ligure
222
Caro direttore, tutta la mia solidarietà a lei e allo staff del Giornale, colpito da questa ignobile sanzione. Pare che in Italia la libertà di stampa sia solo quella targata Santoro, Travaglio e altri. Imbavagliare il direttore, il nostro Direttore, in un momento politicamente delicato come quello attuale, non pare un caso, come del resto tante altre cose strane che accadono in Italia come l’uso della giustizia.
Daniele Mazzoni
Versilia
222
Direttore ti esprimo tutta la mia solidarietà, non mollare perché ci saranno ancora tante battaglie in cui sarai chiamato ad impegnarti per difendere la libertà e il popolo di destra da questi cattocomunisti che ci vogliono soffocare. Nostro malgrado, saremo costretti a tornare alle urne per colpa di quel traditore che rischia di trascinare il nostro Paese in una crisi simile a quella che sta colpendo la Grecia e l’Irlanda, vanificando il lavoro che ha fin qui compiuto il ministro Tremonti.
Carlo Trinchieri
e-mail
222
Il mio sconforto per quanto è accaduto è pari alla mia indignazione. Ho capito che tutto questo è avvenuto non per il caso Boffo, per il quale si è ampiamente scusato, e poi il fatto era vero meno un particolare, ma tutto è per la casa del cognatino a Montecarlo.
Donatella Mariotti
e-mail
222
Carissimo Direttore, la sua sospensione è come se fosse la nostra. Chiude la bocca a lei (forse) ma è come se la chiudesse a noi tutti. Noi non abbiamo un Ordine dei cittadini. Ma ci invischiano ogni giorno nella melassa dei perbenismi, del politichese, delle trasmissioni televisive a senso unico, nelle manipolazioni delle verità, nelle volpinerie di mestieranti politici, nell’incertezze future, nel non rispetto della parola data, nell’odio per chi pensa diversamente, nelle competizioni politiche caratterizzate dal tifo mai dalla ragione, nel gioco di tiro a segno su chiunque prova a cambiare ciò che deve essere cambiato per il bene comune. Ci sentiamo sospesi anche noi.
Carlo Cristini
Lama (Perugia)
222
Ad essere sincero non sono molto stupito da questo colpo che gli intellettuali della sinistra e il loro corteo di filistei hanno inflitto ad un uomo che ha il coraggio di dire ciò che pensa attraverso le righe del Giornale. Non preoccupiamoci più di tanto. Noi bergamaschi siamo gente che non si fa intimorire. Come lettore mi auguro di continuare a leggere il suo pensiero e sono sicuro che troverà il modo per farcelo giungere. Lasciamoli pure andare Fini e Bersani da Fazio e Saviano succederà come in passato che porteranno consensi dalla nostra parte.
Lorenzo e Rita Castellani
Bergamo
222
Dottor Feltri, siamo orgogliosi di lei, trascorso questo periodo, la vogliamo più battagliero di prima. La sua è la vera libertà di stampa. Con rinnovata stima a lei e ai suoi giornalisti.
Romeo e Marisa Lippi
e-mail
222
Caro direttore Vittorio, io e la mia famiglia siamo suoi assidui lettori dalla prima ora. Troviamo assolutamente scandaloso che uno scombinato manipolo di giornalisti, sempre pronti ad osannare e genuflettersi a coloro che calpestano le istituzioni in nome ed a favore di una bieca sinistra, voglia farla tacere. Inoltre troviamo illiberale che si voglia sempre e solamente nascondere e giustificare le losche malefatte riguardanti sempre quella parte politica. La preghiamo di andare sempre avanti a difendere le sue idee, che sono anche le nostre, indipendentemente da tutto e da tutti. Per noi resta sempre un puro difensore della libertà di stampa.
Rita Scaglioni Pezzani e famiglia
e-mail
222
La prego direttore, continui così: non si faccia intimidire, limitare o fermare da chicchessia. Abbiamo bisogno di persone veramente libere, integre e coraggiose come lei. Io e la mia famiglia vi sosterremo e leggeremo sempre e comunque. Grazie per tutto quello che fate e siete per noi!
Renato Auliso
e-mail
222
Oggi in Italia stare fuori dal pensiero «unico» richiede molto coraggio e lei ne ha avuto molto, tanto che l’Ordine dei giornalisti le ha mandato il suo ringraziamento. Grazie per il suo coraggio, ha la mia solidarietà.
Giovanni Fodde
e-mail
222
Alla redazione tutta del Giornale, esprimo la mia più sincera solidarietà per gli ultimi avvenimenti, in particolare vorrei esprimere al dottor Vittorio Feltri il mio grande compiacimento per tutto il lavoro che ha svolto sino ad oggi e spero anche per il prossimo futuro. Penso che il caso Boffo sia soltanto un pretesto per liquidare o infliggere una punizione alla testata giornalistica. Quindi suggerisco di andare avanti a spada tratta e continuare a raccontare la verità di ciò che ci circonda in questo panorama di sciacallaggio politico ai danni dei contribuenti. Viva l’Italia, viva il Giornale.
Roberto Giannini
e-mail
222
La mannaia della censura è arrivata. Dove sono i benpensanti di sinistra pronti a scendere in piazza? O per un vero giornalista che tira fendenti a sinistra, ma non ne lesina a destra, non c’è diritto di parola? Questa punizione conferma che solo una certa stampa (quella di sinistra) ha diritto di esistere, perché se non sei allineato e inginocchiato a certi editori, ti tolgono la parola. Direttore questo incidente le farà capire quanto è apprezzato e presto tornerà con una carica maggiore.
Carla Pedrossi
e-mail
222
Ritengo che la causa della sua punizione non sia da attribuirsi al «caso Boffo», ma al suo aver portato all’attenzione di tutti la questione inerente la casa di Montecarlo dell’onorevole Fini. Per quel che può contare, la incito a proseguire nel suo lavoro con la stessa serietà e lealtà di cui ha dato prova fino ad ora nella speranza che, prima o poi, gli italiani si rendano conto dell’errore commesso dall’Ordine dei giornalisti.
Carla Puricelli
Ferno (Varese)