Solidarietà A Latina lotta agli sfruttatori Ad Albano una rete per l’affidamento

Fanno collezione di sorrisi, di gratitudine e, soprattutto, di risultati concreti. Angeli per mestiere, operatori con mandato, non solo licenza, di venire incontro a chi sta male, è in difficoltà, non ha la forza per farcela da solo. Su di loro veglia il volto solidale della pubblica amministrazione, quello che accosta i fini ai mezzi, che sposa il bene con il buono, l’efficacia con l’efficienza. Di esempi del genere se ne incontrano per tutto il Lazio, dal centro di Roma salendo fino in cima ai Castelli, da Frosinone passando per Latina. Anzi, da qui si parte per raccontare l’iniziativa di Prefettura e Provincia, due realtà che nel 2005 hanno unito gli sforzi per porre freno alla mendicità infantile.
Nella provincia pontina era nato un autentico business dello sfruttamento: per strada abbondavano minori immigrati residenti in zona, uniti a veri e propri pendolari dell’elemosina, provenienti dai campi rom della capitale e di Napoli. Un costume radicato, che i due enti hanno deciso di trasformare in eccezione chiamando a raccolta volontari con esperienza nel sociale, dando vita a interventi mirati e, dal 2006, aprendo una sala operativa ad hoc, resa più solida dalle segnalazioni dei cittadini. L’obiettivo, oggi, è di migliorarsi ancora, magari potenziando il servizio di accoglienza notturna per i senzatetto e continuando quel percorso di inserimento scolastico e accoglienza che è il naturale lieto fine di un’impresa riuscita.
Lottano contro un nemico più grande di loro, invece, i bambini affetti da malattie rare. Una di quelle 6mile patologie di cui pochi, pochissimi soffrono e che quindi non generano profitti per l’industria del farmaco. Le famiglie, in questi casi, devono costruirsi da sole le competenze sulle possibili cure, barcamenarsi tra volumi incomprensibili e responsi contraddittori. A Roma ad aiutarle ci prova l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, mettendo a disposizione dei piccoli, e dei loro genitori, équipe specializzate e un ambulatorio dedicato. Con ottimi riscontri: la quota di nuove diagnosi, all’uscita dalla visita, è di circa il 48 per cento.
Ci spostiamo ad Albano Laziale per introdurre il buon esempio di «Affidiamoci», un’idea del Comune per costruire una rete di associazioni, enti pubblici e famiglie e promuovere una buona cultura dell’affidamento dei minori, riservata non soltanto a quanti vorrebbero arrivare, requisiti permettendo, a un’adozione. Nonostante il poco sostegno ricevuto da parte della Provincia di Roma, è l’amministrazione stessa a lamentarlo, sono stati coinvolti 1310 cittadini sui 36mila che risiedono nel comune castellano. Ottimi esiti ha dato anche l’iniziativa attivata dalla Asl di Frosinone che è riuscita a migliorare il servizio di assistenza dedicato ai malati onco-ematologici. Dal settembre 2007, infatti, è attivo un progetto di trasfusioni a domicilio in grado di accrescere la qualità della vita dei pazienti, non più costretti a recarsi in ospedale, dove corrono il forte rischio di contrarre infezioni. In più, evitando il ricovero, si risparmiano 800 euro al giorno per ciascuno di loro, a ulteriore dimostrazione che certi buoni esempi fanno bene alle tasche di tutti.