La solidarietà di Napolitano «Vigilare contro il razzismo»

Di Segni, rabbino capo: «È un allarme». Il sindaco Veltroni: provenienza chiara, è ora che gli autori vengano bloccati

Francesca Angeli

da Roma

Preoccupazione, rabbia e sconcerto da parte della comunità ebraica per il gesto vile, ma anche grande apprezzamento per la solidarietà espressa da tutte le massime istituzioni a cominciare dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Molta fiducia anche nel lavoro delle forze dell’ordine impegnate a garantire sicurezza e serenità dentro e fuori dal ghetto.
Rammarico per il rabbino capo, Riccardo Di Segni, perché non c’è dubbio che quelle scritte destino «allarme». Pure il presidente, Leone Paserman, ricorda come la comunità ebraica, non abbia mai potuto abbassare la guardia. «Siamo sempre sull’avviso per minacce che arrivano da più fronti, con singoli episodi di antisemitismo, anche recenti, rappresentati da striscioni negli stadi e graffiti sui muri», ricorda Paserman riferendosi ai tanti episodi di cronaca della calda stagione calcistica appena trascorsa. Paserman riconosce che se la situazione non è degenerata a livello «di aggressioni fisiche comuni ad altri Paesi europei» è soprattutto merito «dell’efficiente azione di contrasto al terrorismo e ai movimenti estremisti messa in atto dalle forze dell’ordine con grande sacrificio e dedizione personale».
Il portavoce della comunità ebraica, Riccardo Pacifici, stigmatizza l’episodio delle svastiche come un fatto isolato. «È fisiologico che, in un milione di persone, ci sia qualche imbecille», dice Pacifici che vede altrove pericoli ben più gravi. «Non bisogna farsi distrarre da una scritta, che offende ma non fa male, e perdere di vista il vero obiettivo politico dei giorni nostri, il terrorismo internazionale, sul quale si deve invece sempre vigilare», osserva Pacifici, che giudica le svastiche un «gesto vigliacco», ma probabilmente non premeditato, avvenuto nel corso della notte. Un fenomeno paragonabile a quello degli striscioni e dei cori xenofobi negli stadi. «Come sempre è una piccolissima parte della tifoseria che si confonde con quella sana e riesce a far notizia», conclude Pacifici.
A tutta la comunità ebraica il messaggio di solidarietà del Capo dello Stato rivolto a Di Segni. «Questi gesti confermano la necessità di un impegno conseguente sul piano della vigilanza da parte delle autorità preposte al rispetto della legge e della mobilitazione culturale e civile contro ogni rigurgito di antisemitismo e razzismo», ammonisce Napolitano. Dure anche le parole del presidente del Consiglio, Romano Prodi: «Simili gesti non vanno sottovalutati e non saranno tollerati».
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, promette di cancellare subito «queste scritte che vengono da ambienti facilmente riconoscibili: è arrivato il momento che gli autori di questi gesti vengano riconosciuti e messi in condizione di non nuocere».
Un telegramma di solidarietà a Di Segni è giunto anche dal presidente del Senato Franco Marini, mentre il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha telefonato al rabbino capo di Roma esprimendogli tutta la sua solidarietà per le scritte e i graffiti antisemiti apparsi nella notte nel ghetto ebraico, definendoli «gesti inqualificabili, riprovevoli e particolarmente gravi che, a Roma, hanno macchiato una notte di festa».
Anche Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, ha immediatamente chiamato Di Segni per manifestargli la sua indignazione. Condanna del gesto anche da parte del commissario della federazione romana di An, Gianni Alemanno. «Non ci deve essere più spazio nella nostra città per nessuna forma di antisemitismo e di intolleranza razziale», dice Alemanno.
Per il leader Udc, Pierferdinando Casini, «le svastiche disegnate durante la notte nel ghetto di Roma sono simboli dell’idiozia e dell’ignobile disprezzo per il dolore, la dignità e l’intelligenza della comunità ebraica romana».
Quelle scritte, interviene Antonio Tajani, presidente dei deputati europei di Forza Italia, «sono un insulto a tutta l'Italia».