Solidarietà al Papa, mezza Unione vota contro

An e Forza Italia: basta assunzioni «pilotate» all’Amiu

Niente solidarietà unanime a papa Ratzinger. Il capogruppo di Forza Italia Raffaella Della Bianca ci aveva già provato (invano) a portare ai voti un documento di solidarietà al Pontefice dopo l'annullamento della visita alla Sapienza. Tutto finito? Macché. A una settimana di distanza l'ordine del giorno arriva in aula, ma parte della maggioranza si oppone. «Nessuna solidarietà al Papa» e nessun «impegno per far sì che il Sommo Pontefice» in occasione della visita di maggio possa arrivare a Genova «nella condizione di adeguata sicurezza e di più ampia partecipazione». La preoccupazione di Forza Italia è proprio quella: a Genova tutto si deve svolgere nel massimo della serenità. Eppure, i tre consiglieri di Rifondazione (Scialfa, Bruno, Nacini), l'Italia dei Valori (Capello) e i Comunisti Italiani (Delpino) votano contro perché «se la libertà religiosa è da tutelare sia nello spazio privato sia pubblico - sostengono - non ci sembra che il Vaticano difetti di questo spazio». Il verde Luca Dallorto non è presente ma si associa ai colleghi della sinistra estrema, l’ex assessore Luca Borzani si astiene. Il documento passa ugualmente.
NESSUN CONTROLLO AL BURIDDA
Sarà che ormai, come sostiene il consigliere leghista Alessio Piana, «la giunta riesce a cancellare perfino le delibere approvate». Così la dimenticanza di ordini del giorno pare un nonnulla. Il consigliere azzurro Emanuele Basso ricorda quello che all'unanimità avevano votato il 2 ottobre 2007: la verifica entro 20 giorni sullo stato di sicurezza dell'edificio comunale di via Bertani occupato dal centro sociale Buridda. Giorni ne sono passati molti più di venti eppure nulla è stato fatto. «È vero - ribadisce l'assessore Bruno Pastorino - Le ragioni sono diverse, ma ammetto che non sono attenuanti». Se le verifiche certificassero lo stato d'inagibilità dell'edificio dovrebbe esserci uno sgombero perché in caso di crolli la responsabilità ricadrebbe sul Comune. «Entro 15 giorni provvederò a riferire in consiglio una relazione» promette Pastorino. «Prendo atto, ma la risposta non mi soddisfa» risponde Basso. Intanto, mentre Marta Vincenzi nega di aver preso decisioni in merito alla vendita dell'edificio e delle altre proprietà del Comune, gli occupanti chiedono un urgente incontro con il sindaco.
«ASSUNTI ALL’AMIU GLI AMICI DEGLI AMICI»
Ci vanno giù duro l'azzurro Alberto Gagliardi e Gianni Bernabò Brea (An, ma ormai è certa la sua uscita dal gruppo) contro la notizia che 6 delle ultime 12 assunzioni di Amiu per il nuovo ufficio-Tia abbiano a che fare con aspetti di clientelarismo: parenti e amici di uomini politici del centrosinistra, o del sindacato genovese. «È uno scandalo, mentre il 70% dei giovani pensa di lavorare fuori Genova qui si verifica una svergognata rete di assunzioni». Bernabò contrattacca: «Sistemando amici e amici degli amici, solo così il centrosinistra continua a vincere». L'assessore Senesi spiega la procedura delle assunzioni, ammette non ci sia stato alcun concorso e dice che «se un’impresa privata come Amiu fa delle scelte non c’è nulla di illegale». Ma l'Amiu è privata per davvero?
MERCATO ORIENTALE «SOTT’ACQUA»
«Il mercato orientale non tiene l'acqua, in occasione di forti piogge, alcuni banchi non possono lavorare e il Comune ha l’obbligo di rimediare» denuncia l'azzurro Matteo Campora. Del problema se n'era occupato anche il Giornale, e che sia un problema di lunga data lo ribadisce anche l'assessore ai Lavori Pubblici, Mario Margini («attendo ancora un progetto dalle associazioni di categoria»). Mentre Campora rinnova la richiesta di fare qualcosa al più presto.