Solidarietà Il «piatto del cuore» nei 22 ristoranti che ospitano nonni soli

Ricordano un pò i «piatti del buon ricordo», metà souvenir metà auto-celebrazione del ristorante che di solito ci fa dipingere le sue specialità. Acquistando per un’offerta minima di cinquanta euro i «Piatti del cuore» lanciati ieri dal Comune invece si farà del bene e si porterà a casa un pezzo di design. Per ora li riceveranno in omaggio (e potranno venderli per conto di Palazzo Marino ai loro clienti) ventidue locali della città, che hanno offerto offrono la propria disponibilità ad offrire periodicamente il pranzo gratis a gruppi di persone fragili che vivono a Milano, soprattutto anziani, segnalati volta per volta dall’assessorato ai Servizi sociali. L’elenco è lungo, tra i ristoranti che sono pronti a far del bene ci sono anche quelli «a cinque stelle», come Peck, Il Marchesino, Zucca, Sadler, Savini, Il luogo di Aimo e Nadia. Ma «il nostro impegno - assicura il presidente di Epam Lino Stoppani - è di continuare a far aderire a questo circuito il maggior numero possibile di ristoranti». E per ciascuno dei sette anni che separano da Expo 2015, ci sarà un «piatto del cuore» in ceramica - un migliaio in tutto quelli in vendita - realizzato da un artista italiano diverso. Si parte con la firma di Giulio Cappellini, il tema per tutti sarà un cuore e una scritta: «Milano ti ama». É la prova, ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Mariolina Moioli, «che Milano ha il cuore in mano, e adesso lo mettiamo anche nel piatto».
L’augurio del Comune è che acquistato il primo, i milanesi vogliano completare il servizio dal 2009 al 2015, contribuendo alla raccolta fondi che saranno destinati tutti ai servizi sociali. Ci sarà anche un’edizione speciale per il Natale, prodotta quest’anno da Krizia. Con la consulenza artistica di Gisella Borioli sono stati quindi coinvolti nel progetto sette designer: oltre a Cappellini, si tratta di Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Matteo Thun, Paola Navone, Sergio Calabroni e Michele de Lucchi. L’iniziativa, ha sintetizzato il sindaco Letizia Moratti, mette insieme «tre simboli distintivi di Milano, design, cucina e solidarietà». Una disponibilità a far del bene che «non vogliamo sia confinata, ma al contrario diffusa e vissuta dalla città».