Solidarietà a sinistra ma Penati resta zitto

Rapidissimo a esprimere solidarietà al consigliere di Rifondazione comunista per una fino a prova contraria innocua scritta («Tranquillino bastardo»), il presidente della Provincia Filippo Penati non è altrettanto sollecito a condannare l’attentato al circolo Cuore nero. Contro l’apertura del quale lo stesso Luigi Tranquillino, nei giorni scorsi, aveva chiamato a raccolta compagni e compagnucci. Un silenzio degno di anni plumbei. «Lo stesso Tranquillino - attacca Roberta Capotosti, capogruppo di An in Zona 2 - durante l’ultimo consiglio ha più volte fatto riferimento al centro di aggregazione Cuore Nero come di una minaccia per la democrazia e ha dichiarato che, nel corso della notte, Rifondazione avrebbe affisso manifesti, presidiando il territorio. È grave che qualcuno abbia raccolto quell’appello». Fair play, invece, nel centrosinistra. Dai duri e puri del centro sociale occupato Torchiera («Un fatto in nessun modo è riconducibile al nostro agire e alle nostre pratiche politiche»), all’Unione («La violenza politica va condannata e repressa con determinazione»). Secca Rifondazione che richiama a una «battaglia condotta con fermezza, ma sul piano della legalità democratica». Annuncia un’interrogazione parlamentare Paola Frassinetti (An). «È preoccupante - spiega - il clima creato a Milano: il ritrovamento di elenchi con i nomi di esponenti della destra, di locali, palestre, ristoranti e librerie sono la dimostrazione di come l’attentato non sia né casuale né estemporaneo, ma faccia parte di una strategia violenta e terroristica della sinistra antagonista». «Milano - le fa eco la coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini - è sempre più il centro di movimenti radicali di estrema sinistra che a breve alzeranno il tiro con azioni ancora più aggressive». Il capogruppo di An Carlo Fidanza parla di «campagna di odio inaccettabile» e annuncia una mozione in consiglio.