Solidarietà, sorrisi e cioccolatini Mamma Rosa: «Amo i semplici»

La signora Berlusconi: «Sono contenta di poter dare conforto alle persone meno fortunate»

Alla residenza ArgentoVivo si festeggia la festa della mamma. In anticipo sul calendario? Poco importa ai 150 ospiti che al 2 di via Lope de Vega trascorrono ore serene: è l’occasione per un po’ di musica, un piatto di quelli giusti e tanta allegria. E, poi, oggi, la scena è tutta per mamma Rosa Berlusconi. È lei la festeggiata, che saluta con piccoli gesti della mano e che per ognuno ha un piccolo pensiero, una scatola di cioccolatini.
Dolce ricordo accompagnato da un bacio e un convincimento: «Io amo la vita, bella o brutta che sia. La vita vale la pena viverla. I sacrifici? Ci sono sempre e vanno affrontati con leggerezza. Io ne ho fatti tanti ma non mi sono mai pesati. Io amo la vita». Parole dettate con il sorriso e con lo sguardo commosso quando, da mamma, racconta perle di vita vissuta e di Silvio, di Paolo e di Maria Antonietta. «Racconti di quando ero giovane», «Silvio tirava la cera in casa» e «io non ho mai fatto la Signora». Spezzoni di quotidianità di chi si sente «bene perché semplice tra persone semplici»: «Sono contenta di essere qui, di stare in mezzo a persone della mia portata, semplici come me». Fioccano gli applausi, i flash delle macchinette fotografiche usa e getta e, come in processione, tante personali manifestazioni d’affetto «di persone semplici».
Sorride mamma Rosa quando un’ospide l’apostrofa «vispa e tenera», ringrazia quando la sua geriatra, dottoressa Andreani, ricorda i suoi «novantasei compiuti a gennaio» e ricorda le sue preghiere «per il mio Silvio». E quando da un disco escono le note di una canzone d’amore degli anni Trenta, be’ mamma Rosa accenna pure qualche passo di danza insieme a Giuliana. Pochi passi e molta gioia da condividere con gli ospiti della residenza, che «sono tutti non autosufficienti» e che, spiega il direttore sanitario Cristiano Castelnovo, hanno «voglia e bisogno di stimoli affettivi per mantenere viva la loro personalità e le loro funzioni».
Stimoli come quei disegni a mano che Rosetta ha raccolto e gli offre accompagnandoli da un bigliettino, cosa sta scritto? Top secret. Forse, una richiesta d’aiuto come quelle tante segnalazioni che, mamma Rosa, riceve ed esamina una ad una e dove ritiene opportuno interviene. In silenzio, perché il bene «si fa ma non si dice». E, poi, il bene «mi viene dal cuore, come i baci e gli abbracci che dono alle persone».