Solieri: «Sono schifato, non mi fido più»

Maurizio Solieri, chitarrista solista di Vasco Rossi.
«Anche lei a chiedermi cosa ne penso dell’ultimo disco di Vasco, basta!»
Veramente volevo parlare di politica.
«Oh, finalmente».
Lei ci andrà a votare?
«Dipende dalla serata precedente...».
Non faccia il qualunquista.
«Sì, dovrei andare».
E sa chi votare?
«No, ci penserò poco prima di entrare nella cabina, deciderò all’ultimo».
Menefreghismo o indecisione?
«È che il mondo politico mi fa talmente schifo che non so davvero chi scegliere».
Schifo.
«Da troppi anni ci danno solo modo di pensare che non c’è da fidarsi. Ecco, non mi fido di nessuno».
Questa fa molto disilluso, alla “Siamo solo noi”.
«Siamo in tanti, comunque».
Cosa dovrebbero dirle per motivarla?
«Dovrebbero iniziare a comportarsi in un altro modo, dimostrare che alle parole seguono i fatti. Prenda le grandi opere».
Prendiamole.
«Ne parlano tutti in campagna elettorale, ma poi non le fanno. Pensano solo ai soldi, al potere, ai loro interessi».
Mandiamoli tutti a casa.
«Il Paese è migliore di loro».
Sicuro?
«È che poi la gente si adatta, si siede, il popolo italiano ha scarso senso civico, i giovani guardano i reality e preferiscono guadagnare magari con una serata in discoteca, senza fatica, piuttosto che sviluppare un talento qualsiasi».
Solieri inedito: predica ai giovani come un papà.
«La politica deve mantenere le promesse».
Se Berlusconi fosse una canzone?
«Vedi ’o mare quant’è bello...».
Veltroni?
«Viva l’Italia, l’Italia liberata...».
Bertinotti?
«Un canto delle mondine anni Trenta».
Casini?
«Una di quelle canzoni che ascoltavo da ragazzino quando facevo il chierichetto...».
Bossi?
«Ovvio: oh mia bela Madunina».
Santanchè?
«Allarmi siam fascisti!».
Com’è l’ultimo disco di Vasco?
«Mi pare bello, ma lo sto ancora ascoltando... Pietà!».