La solita ipocrisia del portafoglio a destra e del cuore a sinistra

I tormenti del teologo Vito Mancuso, fortemente combattuto all’idea di pubblicare un libro con Mondadori, avvantaggiata da una sorta di condono fiscale (che noi del Pd in parlamento abbiamo duramente contestato e combattuto), rischiano di diventare la rappresentazione di una sinistra patetica e pelosamente moralista. Ci sono ancora fra di noi, e sono tanti, coloro che la pensano così. Ma credo che un centrosinistra riformista che guarda al futuro dovrebbe al più presto liberarsi di queste anime morte e puntare a un’alternativa a Berlusconi che non sia la solita litania ispirata all’odio personale, ma a un’idea diversa di Paese. Sull’articolo 3 del decreto incentivi il Pd è stato inflessibile nell’opposizione. E Tremonti, al rientro in Parlamento, si ritroverà un’interpellanza urgente con la richiesta della lista di aziende che avrebbero aderito a quel condono mascherato. Dimostreremo, ancora una volta in Parlamento, le responsabilità politiche di un costante conflitto d’interessi. Questo tema merita una netta contrapposizione politica. Non merita, come sta accadendo in questi giorni, la ghettizzazione culturale di un’azienda che consente a migliaia di talenti di esprimersi dentro e fuori la stessa impresa.
Il rischio di questo dibattito su Mondadori è il ritorno alla ribalta della doppia morale della sinistra radical chic, vero male endemico del centrosinistra. Se dobbiamo continuare a pestare l’acqua nel mortaio sul Berlusconi evasore, mafioso, dittatore, allora andiamocene a casa e facciamo altro. Questo signor teologo Mancuso, del quale pochi mesi fa ho letto un attacco violento e diretto a Papa Ratzinger di una sconcertante superficialità, si ritiene moralmente turbato dalla prospettiva di pubblicare per Mondadori. Benissimo. Ma allora perché non ha mandato una bella lettera, con la quale risolveva i suoi obblighi contrattuali e passava ad altro editore? Se avesse fatto questo, sarebbe stato credibile nel motivare il suo gesto. Invece no: in omaggio a una vecchia tradizione di certi ambienti radical chic, resta la solita ipocrisia del cuore a sinistra e il portafogli a destra. Chi pensa che Berlusconi sia un tiranno deve fare una cosa sola: non pubblicare con lui. Se poi il teologo Mancuso si guarda un po’ intorno troverà illustri esempi di evasioni fiscali anche vicini, diciamo molto vicini alla cerchia di anime belle che gli sembrano più confacenti al suo illuminato sentimento. Dobbiamo iniziare a dire le cose come stanno. Le nostre regioni, soprattutto al Sud, sono tutte (esclusa la Basilicata) allo sfascio per i deficit sanitari. E invece continuiamo a parlare di new age politica difendendo anche i nostri gravi errori passati. Così non si va da nessuna parte. Ha perfettamente ragione Cacciari: o si cambia o si muore ed è perfettamente inutile che continuiamo ad agitare la muleta rossa dinanzi a Berlusconi.
Io ritengo che il Cavaliere non debba governare per due motivi: perché è stato ed è titolare di concessioni pubbliche, e credo che non possano governare un comune nemmeno coloro che abbiano la concessione per uno stabilimento balneare sullo stesso territorio, e perché occorre convincere gli italiani su un’alternativa di governo vera, moderna, ispirata alla chiarezza e non ai contorcimenti e ai distinguo. Punto e basta. Il conflitto d’interessi non è stato superato, pur essendo una questione che non riguarda solo Berlusconi ma l’intero paese, a cominciare dal professore universitario che regala la sua cattedra al figlio, sino a finire ai favori e favoritismi piccoli e grandi di ogni giorno. E noi ne siamo corresponsabili. L’alternativa di governo a sinistra non l’abbiamo mai costruita fino in fondo, e anche a causa di una doppia morale strisciante, mai trasformatasi veramente in comportamenti concreti di ogni giorno. Questo dibattito «del giorno dopo» sulla Mondadori e i suoi scrittori, e lo dico avendo fatto una dura battaglia contro il condono in Parlamento, mi sa di una riedizione di vecchi meccanismi da Prima repubblica. Quando si viveva di piccole clientele a di dilatazioni continue della spesa pubblica, e ci si inebriava dinanzi a qualche bella frase magari ispirata alla Genesi. Più che un paese vecchio, il nostro appare sempre più un paese intontito. E credo che l’affaire Mancuso-Mondadori sia l’ennesima fotografia sbiadita.
*Deputato del Partito Democratico